Nuove polemiche in vista per DAZN, dopo qualche settimana di attacchi per la pessima qualità del servizio. Secondo quanto riportato da Milano e Finanza, a causa della cessione dei diritti tv alla piattaforma di streaming, i presidenti delle squadre di Serie A rischiano di perdere circa 100 milioni di euro: ecco spiegato il motivo.
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Così riporta Milano e Finanza: “Cento milioni in bilico. È questa la somma che, leggi e decreti alla mano, rischiano di perdere i presidenti dei 20 club di Serie A dopo l’assegnazione dei diritti tv per le stagioni 2021-2024 aggiudicati a Dazn per 840 milioni all’anno”.
Ecco perché: nel 2018, fu firmato un decreto legge che modificò la Legge Melandri sui diritti tv: col nuovo decreto, si stabilì che il 20% della torta dei diritti tv andasse diviso sulla base degli ascolti ai singoli proprietari delle squadre di Serie A. Di questo 20%, poco meno della metà (l’8% per la precisione) va ripartito in base a criteri più oggettivi e misurabili come l’audience televisiva certificata da Auditel.
DAZN, però, si affida a Nielsen e non ad Auditel per la quantificazione degli ascolti. Il problema è che, nel decreto legge del 2018, è previsto che vengano considerati i dati oggettivi di Auditel: pertanto, non sarebbero validi quelli di Nielsen per DAZN. Dunque, ipotizzando 1.2 miliardi di ricavi totali per i diritti tv, l’8% coinciderebbe a circa 100 milioni, cifra che i presidenti dei club non potrebbero intascare.
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