Tottenham nel caos: via Tudor dopo 45 giorni, De Zerbi tentato da un bonus salvezza - ilpallonegonfiato.net
Tottenham nel caos: via Tudor dopo 45 giorni. De Zerbi tentato da un maxi bonus salvezza, ma resta il nodo sull’immediato.
Un’altra svolta, l’ennesima, in una stagione che per il Tottenham ha ormai perso qualsiasi linearità. Dopo l’esonero di Thomas Frank, il club londinese ha deciso di interrompere anche il rapporto con Igor Tudor. La separazione è arrivata dopo appena sei settimane, ufficializzata come consensuale ma maturata dentro un contesto tecnico e ambientale sempre più fragile.
Il dato che pesa più di tutti è la classifica: Spurs a un solo punto dalla zona retrocessione, con sette partite ancora da giocare e una serie negativa che ha trascinato la squadra in una spirale difficile da invertire. In questo scenario, la dirigenza ha avviato una corsa contro il tempo per individuare il nuovo allenatore. Il nome in cima alla lista è quello di Roberto De Zerbi.
Il profilo dell’ex tecnico di Brighton e Marsiglia è quello che più convince per visione e proposta di gioco. Ma il punto non è tanto se De Zerbi possa essere l’uomo giusto, quanto quando. L’allenatore italiano, al momento libero, preferirebbe aspettare l’estate prima di scegliere una nuova panchina. Una posizione chiara, legata anche alla volontà di lavorare con più tempo e senza l’urgenza di una salvezza da costruire in poche settimane.
Il Tottenham, però, sta provando a cambiare le carte in tavola. Secondo le indiscrezioni provenienti dall’Inghilterra, il club sarebbe disposto a mettere sul piatto un bonus salvezza particolarmente consistente, accompagnato da un incentivo alla firma immediata. Un modo per rendere più accettabile una sfida che, oggi, appare più rischiosa che stimolante.
La questione è semplice: De Zerbi accetterebbe il Tottenham, ma con la garanzia di ripartire da zero nella prossima stagione. Buttarsi adesso significherebbe entrare in una situazione compromessa, con margini ridotti e responsabilità enormi. Il club, dal canto suo, non può permettersi di aspettare.
Nel frattempo, il Tottenham si muove anche su altri fronti. Sean Dyche rappresenta una soluzione immediata, soprattutto per la sua esperienza nelle lotte salvezza. È un profilo pragmatico, abituato a lavorare sotto pressione. Ma c’è un ostacolo: la richiesta di un contratto più lungo rispetto a quello che il club vorrebbe concedere per un incarico tampone.
Resta sullo sfondo anche il nome di Mauricio Pochettino, molto apprezzato dalla tifoseria. Un ritorno suggestivo, ma poco realistico, visto il suo attuale impegno con la nazionale degli Stati Uniti. Più defilate le altre opzioni, tra profili internazionali e possibili soluzioni interne ad interim.
Il quadro generale, però, racconta altro. La decisione di chiudere con Tudor dopo appena 45 giorni ha aumentato la pressione sulla dirigenza. Non è solo una questione tecnica: è una scelta che espone il club a critiche e mette in discussione la gestione complessiva della stagione.
Con una serie aperta di 13 partite senza vittorie e una trasferta imminente che può diventare decisiva, il Tottenham non ha più margine per errori. La scelta del prossimo allenatore non è solo un passaggio obbligato, ma un momento chiave per evitare un epilogo che, fino a pochi mesi fa, sembrava fuori discussione.
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