Giroud, l'effetto del ritorno in Francia è finito: quale sarà il suo futuro? - ilpallonegonfiato.it
Giroud tra entusiasmo finito e futuro incerto al Lille: rendimento in calo, gerarchie cambiate e rinnovo sempre più in bilico.
“È un mondo difficile e vita intensa. Felicità a momenti e futuro incerto”. La citazione di Tonino Carosone sembra cucita addosso alla stagione di Olivier Giroud. Perché il suo ritorno in Francia aveva acceso entusiasmi sinceri, quasi romantici, ma oggi il clima è diverso. Più riflessivo. Più freddo. E inevitabilmente più incerto.
Quando il Lille lo ha accolto, l’idea era chiara: esperienza internazionale, leadership silenziosa, presenza fisica in area. A 39 anni non si chiede più continuità feroce, ma peso specifico nei momenti chiave. E nelle prime settimane l’impressione era stata positiva. Giroud si muoveva con intelligenza, faceva salire la squadra, trovava la porta. Non era nostalgia: era ancora calcio concreto.
Poi qualcosa si è inceppato. Non in modo clamoroso, ma percepibile. Secondo quanto riportato da L’Equipe, all’interno del club sarebbero emerse valutazioni sul suo futuro. Giroud è legato al Lille fino al 30 giugno 2026, con opzione per un altro anno. Opzione che, ad oggi, non appare così scontata.
I numeri, presi da soli, non raccontano una stagione negativa: 7 gol e 1 assist in 31 presenze. Per un attaccante classe 1986 è un bottino rispettabile. Il problema è il contesto. In campionato non segna dalla doppietta del 23 novembre contro il Paris FC e nel mese di febbraio è rimasto a secco.
Meglio in Europa League, dove ha trovato la rete contro Celta Vigo e Friburgo nelle ultime due giornate della League Phase, confermando di poter ancora incidere nelle serate che contano. Ma anche qui la fotografia non è lineare: nella sconfitta contro la Stella Rossa è partito dalla panchina, così come in due delle ultime tre gare di campionato.
Quattro volte nelle ultime cinque partite non è stato titolare. È questo il dato che pesa più dei gol mancati. Perché significa che qualcosa nelle gerarchie si è mosso. Non è una bocciatura pubblica, ma è un segnale tecnico chiaro.
Il Lille deve fare i conti con la programmazione. L’età di Giroud impone valutazioni lucide, al di là dell’affetto e del prestigio. L’opzione di rinnovo non scatterà per inerzia. Servono prestazioni convincenti, continuità, magari qualche rete decisiva in questa fase finale della stagione.
Giroud, però, non è nuovo ai momenti di dubbio. La sua carriera è stata costruita anche sulle panchine, sulle critiche, sulle etichette di centravanti “di sistema” trasformate in trofei e gol pesanti. Sa che bastano poche partite per cambiare la percezione. Sa che il campo, ancora una volta, può ribaltare il racconto.
L’effetto del ritorno in Francia, quello sì, sembra essersi attenuato. L’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio alla normalità del giudizio. E la normalità, nel calcio, è spesso spietata.
Resta un finale da scrivere. Tra felicità a momenti e futuro incerto, proprio come cantava Carosone.
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