Gasperini scherza su Totti, parla di Zaragoza, polemizza sui rigori e fa il punto su infortuni e rinnovi alla vigilia di Roma-Cagliari.
Alla vigilia della sfida contro il Cagliari, Gian Piero Gasperini si presenta in conferenza stampa con il tono di chi sa di dover gestire molto più di una semplice partita. La Roma arriva all’appuntamento in piena emergenza, con una lista di indisponibili che pesa: Hermoso, Vaz, Dybala, Ferguson, Koné e Dovbyk non saranno della gara. Un contesto complicato, che però non spegne la lucidità – né l’ironia – del tecnico.

Il momento più leggero arriva subito, quando il discorso scivola su Francesco Totti. Gasperini sorride e lancia la battuta destinata a rimbalzare ovunque: «Io lo faccio giocare subito… però si deve allenare». È una frase che vale più per il clima che per il contenuto, ma che riaccende inevitabilmente l’immaginario romanista. Nessun ritorno reale, ovviamente, ma il segnale di un allenatore a suo agio, capace di maneggiare anche i simboli più ingombranti con naturalezza.
Dal sorriso si passa subito al campo. Il nome caldo è quello di Zaragoza, nuovo acquisto che potrebbe trovare spazio già dal primo minuto. Gasperini non si sbilancia, ma apre chiaramente alla possibilità: «Lo stiamo conoscendo, ha fatto qualche allenamento con noi, ha giocato con buona frequenza nel Celta, ha una discreta condizione. Bisogna inserirsi e conoscere i compagni, ma domani è disponibile». L’idea è chiara: inserire presto i nuovi, senza strappi ma senza nemmeno tempi morti inutili.
Gasp, meno ironia quando si parla di errori arbitrali
Il tono cambia quando si entra nel tema arbitrale. Qui Gasperini si allinea apertamente alle parole di Daniele De Rossi, andando anche oltre. «Gli errori riguardano tutte le squadre. Questo calcio non piace a noi e nemmeno al pubblico», dice, prima di affondare il colpo su rigori e cartellini giudicati sempre più distanti dallo spirito del gioco. Parla di simulazioni evidenti, di giocatori che restano a terra strategicamente, di panchine che alimentano confusione. E il paragone con il rugby non è casuale: «Lì vedi lealtà. Nel calcio invece sembra si cerchi di rubacchiare». Una riflessione amara, che non suona come sfogo momentaneo ma come presa di posizione strutturata.
C’è spazio anche per i temi più delicati, quelli che non finiscono nei titoli ma incidono sul quotidiano di uno spogliatoio. I rinnovi, ad esempio, vengono ridotti all’essenziale: «È solo un discorso economico. Non posso stare in mezzo». Gasperini non drammatizza, ma ammette le difficoltà di lavorare con giocatori in scadenza o in prestito. La fiducia, però, resta: «Sono ragazzi attaccati alla Roma, le motivazioni non mancheranno».
Capitolo infortuni, infine, affrontato con la consueta franchezza. Il caso più complesso è quello di Ferguson, alle prese con l’ennesimo problema alla caviglia: «Ogni volta che cambia direzione rischia di farsi male. È molto scontento ed è difficile rimetterlo in piedi». Aggiornamenti anche su Hermoso, Dybala e gli altri, in un quadro clinico che racconta una squadra costretta a stringere i denti.






