Nella sua biografia, Matias Almeyda tira fuori dei particolari che fanno riflettere. In Almeyda anima e vita ha riportato questo fatto: “Al Parma ci facevano una flebo prima delle partite.
Dicevano che era un composto di vitamine, ma prima di entrare in campo ero capace di saltare fino al soffitto. Il calciatore non fa domande, ma poi, con gli anni, ci sono casi di ex calciatori morti per problemi al cuore, che soffrono di problemi muscolari e altro.
Penso che sia la conseguenza delle cose che ci davano”.
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Matias Almeyda continua nella sua biografia tornando al periodo nerazzurro: “La depressione iniziò proprio a Milano quando ero all’Inter.
Due infortuni, troppo tempo senza giocare. Pensavo e pensavo. Un giorno non sentivo più la mano, quello dopo avevo perso la sensibilità nella metà del corpo. All’Inter c’era una psicologa, mi diagnosticò attacchi di panico e mi diede una cura, ma non la feci. Mi fermai quando quando mia figlia mi disegnò come un leone triste e stanco. Da allora tutti i giorni prendo antidepressivi e ansiolitici. Le chiamo le pillole della bontà, mi fanno essere più buono”.
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