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Euro 2024, Spagna nazionale perfetta: i segreti dietro il cammino della Roja

Ormai non ci sono più dubbi: la Spagna è dove merita di stare. Potremmo stare qui a disquisire sul famigerato fallo di mano di Cuccurella contro la Germania, che potrebbe essere replicato con la condotta arbitrale di Taylor che è stata fin troppo permissiva nei confronti di Kroos, in discussioni che apparirebbero decisamente poco costruttive.

La realtà è che ad oggi la Roja è stata di gran lunga la squadra più convincente a livello di singoli e di coralità di gioco di Euro 2024. Sin dalla fase a gironi ha dominato senza mai dare l’impressione di voler strafare, mentre nella fase ad eliminazione diretta ha mostrato una grandissima flessibilità tattica nei momenti di maggior tattica. 

Anche ai quarti di finale contro i padroni di casa della Germania, infatti, gli spagnoli sono stati protagonisti di una prova corale convincente, dimostrando grande resilienza tattica anche nei momenti di maggior pressione della Mannschaft.

La grande organizzazione del gioco

Dietro al cammino straordinario della Spagna alle porte della finale di domenica contro una tra Inghilterra e Olanda, vi è l’organizzazione tattica di livello assoluto che è stata impartita da Luis de la Fuente, capace di fare esprimere alla Roja un calcio che non si vedeva dai tempi di Euro 2012 e che a tratti si era intravvisto con Luis Enrique ad Euro 2021.

La Spagna è una squadra molto solida difensivamente (ha subìto solo tre gol nel torneo, uno a testa nei tre turni della fase ad eliminazione diretta contro Georgia, Germania e Francia), ma anche caparbia nella sua proposta di gioco. È un collettivo improntato sul palleggio, ma che sa esaltarsi al suo meglio anche grazie agli inserimenti dei centrocampisti tra le linee (tra tutti, il migliore tra i centrocampisti è Fabian Ruiz) e sulla creatività di Dani Olmo, che porta in campo caratteristiche diverse rispetto a quelle da palleggiatore e rifinitore tipiche di Pedri (infortunatosi contro la Germania).

E non è tutto, perché sono anche gli esterni a fare la differenza. Nico Williams è infatti solito arrivare sul fondo per crossare o accentrarsi per il tiro (non disdegna nemmeno l’attacco alla profondità), mentre Lamine Yamal si accentra ancora di più ed è più predisposto all’inserimento tra le linee con il fraseggio per le vie centrali. 

Ciò conferisce all’attacco della Spagna quel senso di imprevedibilità che porta le difese avversarie ad avere maggiori difficoltà nel riuscire a contrastare una fase offensiva così variegata e versatile. 

Al momento, nessuno ad Euro 2024 gioca a calcio come la Roja.

Lamine Yamal festeggia il gol con Nico Williams (ph. Depositphotos)

La forza dei singoli, anche i più giovani

Oltre alla coralità del miglior calcio espresso nel corso di Euro 2024, ci sono anche le individualità a fare la differenza. Oltre all’esperienza di veterani del calibro di Nacho e Dani Carvajal (quest’ultimo in rientro per la finale dopo la squalifica rimediata per la partita di ieri sera), infatti, vi sono giocatori di assoluto respiro internazionale come Rodri, uno dei calciatori più incisivi e decisivi del pianeta su entrambe le metà campo. 

Spicca anche Alvaro Morata, sottotono rispetto ai suoi standard realizzativi, ma comunque molto prezioso per legare il gioco, così come anche Dani Olmo, subentrato con i gradi da titolare dopo l’infortunio del talentino Pedri contro la Germania. Anche Fabian Ruiz, solitamente un calciatore molto altalenante che però sta facendo la voce grossa in questo Euro 2024 e potrebbe avere le sue possibilità di finire nella Top XI del torneo per il rendimento avuto fino a questo momento.

Non possono poi mancare le due frecce sulle fasce, Nico Williams e Lamine Yamal, con soprattutto il classe 2007 che si sta ergendo come miglior giovane del torneo e che, dopo la sua partita stellare contro la Francia di Kylian Mbappé, promette di fare cose straordinarie anche nella finale di domenica.

Gabriele Gilli

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Gabriele Gilli

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