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Caressa duro con una stella della Serie A: “Per essere un campione manca qualcosa”

Spesso nel mondo del calcio vi sono calciatori che dividono l’opinione pubblica, tra questi calciatori va annoverato sicuramente uno dei giocatori più rappresentativi del Milan, ovvero Rafael Leao. Basti pensare che nonostante una stagione anche livello di numeri più che buona (15 gol,di cui 9 in Serie A ,e 14 assist) l’asso portoghese è stato spesso criticato anche dai suoi stessi tifosi, ma non solo. Dell’attaccante portoghese, appena eliminato ai quarti di finale all’Europeo dalla Francia, ha parlato anche il noto Fabio Caressa. Di seguito le sue parole su uno dei top player della Serie A.

Il commento di Fabio Caressa

Nel corso del suo intervento a Sky Sport, Caressa ha parlato anche di Leao, queste sono le sue parole:

“E’ un giocatore di qualità, ma qui bisogna mettersi d’accordo. Gli attaccanti devono fare gol o assist, che lui faccia la giocatina mi interessa relativamente. Secondo me i giocatori vengono esaltati ed è un vizio che si è preso ultimamente; dipende dal fatto che sui social si vedano gli highlights delle migliori cose fatte da questi giocatori in carriera.Sei portato quindi a credere, se non vedi tante partite continue, che quello sia il giocatore, quello degli highlights. Ma non è quello il giocatore, lo è quello della continuità nei 90 minuti. E Leao da troppo tempo lo stiamo aspettando con continuità nei 90 minuti”

Rafael Leao dopo la sconfitta con la Roma (ph. Image Sport)

L’ultimo step per diventare un campione

Poi prosegue analizzando i passaggi che mancano al classe 1999 per essere un campione

“Mi è piaciuta la definizione di Capello: ‘Il calcio per Leao non è la prima cosa, non è la cosa per cui vive’.È bello, però sorride, la musica, le cose… E invece per essere un campione quello che fai deve diventare la tua ossessione. Tutti i grandi campioni hanno vissuto il momento sportivo come un momento ossessivo. A patto che poi l’ossessione non diventa i soldi, i record e queste cose qua. Perché poi diventa un’altra ossessione che poco ha a che vedere con lo sport. Leao sì, buon giocatore. Però per essere un campione, un mezzo campione, manca qualcosa. E manca da troppo tempo, non è più un ragazzino

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Federico Russo

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