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#30 Quando un assist diventa un autogol:l’epic fail comunicativo di LBA

Chi era ieri davanti alla tv per vedere Lavoropiù-Segafredo quest'assist di Teodosic ( spoiler: per Ricci ), l'ha visto e rivisto mille volte. Poi lo stesso assist ha seguito due diverse strade, come due sono i marchi in questo fermo immagine. La diretta di Eurosport era visibile, anche in altri Paesi, grazie a quel complicato giro del mondo che si chiama vendita dei diritti tv in altri mercati. Bogdanovich è saltato sulla sedia e ha fatto scattare il passaparola, fino a che persino Durant, Kevin Durant, proprio lui, uno che sarà allenato da Steve Nash e Mike D'Antoni, ha espresso la sua amminirazione certificando la bellezza dell'assist che tutti poi sono andati a cercare.

Il basket è comunicazione: funziona così in tutto il mondo

Già non era stata una gran giornata per la Lba. Abituata a far calare il sipario sull'attenzione del suo pubblico, come stavolta per la pausa dedicata alle Nazionali, anche perchè il basket nel suo complesso ha smesso da tempo di conoscere il suo pubblico, una distanza certificata dai palasport chiusi e dai social straboccanti di passione, la LBA aveva già dovuto incassare uno sgarbo da parte di Papa Francesco. Uno che anni fa, per la festa del Csi, aveva accolto in piazza San Pietro, nel silenzio del basket presunntamente e presuntuosamente ufficiale, un super gruppo cestistico formato in sequenza da Dino Meneghin, Klaudio Ndoja e i Damove. Ecco, questo tipo qui, Papa Francesco aveva ricevuto in mattinata una delegazione dell'Nba e del sindacato giocatori. Scopo dell'incontro, confrontarsi su come far arrivare messaggi giusti a tutti grazie ai giocatori. Vero, i giocatori dell'Nba sono eroi in tutto il mondo, anche nel sesto cerchio dei videogames, però giocano allo stesso sport a cui giocano i nostri di eroi, tenuti in silenzio da addetti stampa fin troppo solerti nell'applicare l'ordine di scuderia che evidentemente viene dal'alto: meno si parla di basket, meglio è. Meno diventiamo un coro, meglio è: peccato che poi si vedono, e si pagano, gli effetti di questa mancanza di collettività.

Cosa significa highlights ?

Una traduzione non letterale del termine dice che per highlights parliamo del meglio di un evento. Anni fa, derby della Mole allo Juventus Stadium. Vince la Juve 2-1 con allo scadere di Andrea Pirlo. Gli highlights diventano per pressione degli stessi social già in quel tardo 2014 un concentrato: il primo gol trascurato, poi per richiesta pure degli juventini il gol del torinista Peres, una cavalcata di 80 metri, scartando Pogba ed Evra, un coast to coast insomma, fino a impallinare Buffon, fino al gol di Pirlo, un gran tiro a fil di palo da fuori area. Due azioni viste in tutte le inquadrature possibili.

Come usare gli highlights ?

L'anno scorso per il famoso gol di testa di Rionaldo contro la Sampdoria sono state impiegate mille ricerche. Alla fine, il verdetto: palla colpita a 2 metri e 56, uno stacco da terra di 71 centimetri, ogni paragone possibile speso con Michael Jordan, non un altro calciatore, ovvero la conoscenza più prossima per il grande pubblico che in effetti va nei negozi e compra le Nike Air per volare nella sua vita di tutti i giorni. Quel gol è stato usato per allargare i confini dello Juventus Stadium e, se possibile, per allargare i confini del mondo già senza perimetri di Ronaldo sui social. Quel gol, in sintesi, è stato utilizzato come un assist da chi cura la comunicazione della Juve e di Ronaldo.

Un'occasione persa

Chi ha avuto la pazienza di seguirmi fin qui mi deve regalare ancora un attimo di attenzione per una precisazione. Io non credo che si parli poco di basket sui media, semmai è il basket che non sfrutta tutte le occasioni che gli capitano. In ogni partita Teodosic fa volare i suoi compagni oltre Ronaldo, ma di più non può fare, non può distribuire lui gli highlights. Lui ci starebbe anche a un paragone, che so, con Insigne, e sarebbe puro sicuro di stravincere per visione e previsione di gioco. Ci dovrebbero pensare quanti hanno ridotto il derby Fortitudo-Virtus a una sequenza di canestri banali che hanno così banalizzato persino l'assist che ha esaltato Durant: su LBA Tv si vede una volta sola, come, detto con rispetto parlando, un canestro da 3 di Paiola. Insomma, inutile dire che il basket conta poco se non mettiamo i gioielli in vetrina. Il Louvre per essere il museo più visitato al mondo non tiene la Gioconda in cantina, e non usa il covid come scusa per mascherare le sue debolezze. 

Luca Corsolini

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