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A casa per la vittoria: a Basilea può vincere solo Federer

Un ritorno alla vittoria in casa, superato 7-6 6-4 il romeno Marius Copil e adesso Federer è a un passo dal centesimo trofeo in carrieraQuattro mesi senza vittorie – l’ultima è datata 17 giugno nel torneo di Stoccarda -, un primato perso a inizio anno e un terzo posto da consolidare prima della fine della stagione tennistica. A Roger Federer serviva tornare un attimo a casa per ritrovare la vittoria e recuperare un po’ di benzina, e autostima, per questo finale di stagione scoppiettante. A Basilea, ultimo trofeo di cui era detentore, lo svizzero raggiunge facilmente la finale  e in maniera non altrettanto semplice, dopo appena un’ora e 36 minuti di gara, supera l’avversario, il romeno Copil, in due set secchi. Un Federer non formidabile costretto ad affidarsi ancora a quella tecnica e classe che gli stanno permettendo ancora, alla veneranda età di 37 anni, di giocarsela ai livelli più alti del tennis mondiale. Infatti è di Copil il primo break del match, ottenuto grazie a un servizio poco efficiente dello svizzero. Arriva un controbreak subito dopo che porta l’incontro sul 3-3. Il primo set è combattuto e il romeno mette in mostra un servizio micidiale (il suo match si chiuderà con all’attivo 14 ace). Si deve concludere forzatamente al tie break. Copil risponde a tono ai colpi dello svizzero ma sul 6-5 deve arrendersi a una dritto angolato a cui risponde mandando fuori. Nel secondo set riparte forte il romeno, bravo a strappare di nuovo il servizio all’avversario fino a portarsi sul 3-0. La partita di Roger si sviluppa nei recuperi dei game e rimonta fino al 4-4. Nel game successivo Federer spinge sull’acceleratore a approfitta del calo dell’avversario: altro break e si va sul 5-4. Per il match point lo svizzero è obbligato ancora a lottare, ma arriva all’obiettivo finale dopo una volée mandata a rete dall’avversario. Si chiude il match con la rottura di un lungo digiuno: nona vittoria di Roger Federer al St. Jakobshalle di Basilea e  trofeo numero 99 in carriera. Manca poco per arrivare alla tripla cifra. Forse già a Parigi, dietro l’angolo, potrebbe esserci il numero 100 di una carriera immena.

Giuseppe Cambria

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