Questa mattina se ne è andato via all’età di 58 anni Gianluca Vialli, l’ex calciatore di Cremonese, Sampdoria, Juventus e Chelsea, che da quasi sei anni combatteva con un brutto male (tumore al pancreas), alla fine si è dovuto arrendere. Nelle ultime settimane le condizioni fisiche del Capo Delegazione della Nazionale italiana erano peggiorate, tanto da fargli sospendere i suoi impegni lavorativi.
Prima della finale di Euro 2020 disputata tra Italia-Inghilterra e vinta dagli azzurri ai calci di rigore, Vialli aveva fatto una discorso bellissimo a tutta la squadra, rivelato poi nel documentario dedicato al trionfo italiano e intitolato “Sogno Azzurro” andato in onda sulla Rai.
“Non è colui che critica a contare, né colui che indica quando gli altri inciampano o che commenta come una certa azione si sarebbe dovuta compiere meglio. L’onore spetta all’uomo nell’arena. L’uomo il cui viso è segnato dalla polvere, dal sudore e dal sangue. L’uomo che lotta con coraggio, che sbaglia ripetutamente, sapendo che non c’è impresa degna di questo nome che sia priva di errori e mancanze. L’uomo che dedica tutto se stesso al raggiungimento di un obiettivo, che sa entusiasmarsi e impegnarsi fino in fondo e che si spende per una causa giusta. L’uomo che, quando le cose vanno bene, conosce finalmente il trionfo delle grandi conquiste e che, quando le cose vanno male, cade sapendo di aver osato. Quest’uomo non avrà mai un posto accanto a quelle anime mediocri che non conoscono né la vittoria, né la sconfitta”.
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