Il rendimento di Roberto Baggio nel Bologna durante la stagione 1997/98 agli ordini di Renzo Ulivieri, fu senza dubbio una stagione esemplare ma il rapporto tra il fantasista veneto e il tecnico toscano, ebbe degli altri e bassi. Ulivieri ha rilasciato diverse interviste, affermando di essersi chiarito con Il Divin Codino, rimarcando le sue qualità tecniche e umane. Durante un’intervista rilasciata al Resto del Carlino, l’ex allenatore dichiarò le seguenti parole sull’ex campione italiano:
“Non è vero che non me lo sono goduto. Un allenatore deve sempre pensare al collettivo. Gazzoni? Resterà sempre il mio presidente, anche se quando venne a inizio stagione in spogliatoio a dare la fascia di capitano a Baggio io gli dissi di no. La fascia la facevo sempre sceglie ai giocatori. La democrazia è sacra”.
A Calciomercato.com, Ulivieri parlò dei calciatori più forti che ha allenato: “Quando ho allenato Mancini era un giovanissimo ragazzo di sedici anni, ma con le idee ben chiare in testa: non potevi dirgli oggi giochi punta e basta, ma dovevi anche spiegargli il perché, pretendeva saperlo. Per noi allenatori questa è sempre una fortuna, fossero tutti com’era lui… Chi è più forte tra lui e Baggio? Il secondo aveva qualcosa in più, nei quindici metri aveva degli spunti più rapidi di quelli di Mancini e prima dei vari infortuni produceva delle accelerazioni incredibili. Erano entrambi dei campioni, anche se quello che ho apprezzato di più è stato un altro. Faccio riferimento ad Alviero Chiorri: nelle sue giocate racchiudeva tutto, era geniale. Lo erano anche Baggio e Mancini, ma lui un po’ di più. Dentro quel giocatore c’era il poeta, l’artista e anche lo scultore. Se ne erano accorti anche i tifosi, che all’epoca non usavano fare cori e che per lui lui facevano l’eccezione: “Fagli la pera, Alviero fagli la pera”, si sentiva dalle tribune. Era un estroso, un personaggio assolutamente particolare sia in campo che fuori”.
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