“C’eravamo tanto amati”, il titolo del celebre film cult con Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefania Sandrelli, è facilmente applicabile alla storia tra Nicolò Zaniolo e la Roma. L’arrivo in sordina nell’estate del 2018 nell’operazione che ha portato Nainggolan all’Inter, l’incoronazione a “re” di Roma, le sgasate, le corse a perdifiato sotto la curva fino alla notte di Tirana, con la coppa alzata al cielo grazie al suo gol.
Poi gli infortuni, le difficoltà, l’addio alla capitale, fino ad arrivare ai fischi che ieri sera hanno accolto Nicolò al suo ingresso in campo, che però non lo hanno scalfito più di tanto. Anzi è sembrato addirittura galvanizzato da questa accoglienza, tanto che al minuto 89′ trova anche il gol contro la sua ex squadra con un imperioso stacco di testa. Zaniolo è un giocatore dalle qualità tecniche indiscusse, deve essere questo il punto di partenza per ripartire. Dopo De Ketelaere, Gasperini tenta il rilancio di un gioiello del nostro calcio.
Parto con un’analisi molto semplice: Gasperini è un top allenatore, il suo lavoro con i giovani e con i calciatori di qualità è indubbio. Sono tantissimi i giocatori diventati grandi sotto la sua guida. Ultimo in ordine di tempo Charles De Ketelaere, oggetto misterioso a San Siro, centrale all’Atalanta. Il tecnico capisce che il trequartista non è il ruolo in cui rende al meglio e lo sposta più avanti, al fianco di una punta. Il risultato è sorprendente tanto che il belga è tra i migliori per rendimento negli ultimi anni. Le qualità tecniche però le ha sempre avute, il tecnico lo sa e mette i calciatori nelle condizioni migliori per poterle esprimerle, ed ha sempre ragione.
Tutto questo preambolo per dire che lo stesso si inizia a vedere anche con Zaniolo. Ieri subentra a Lookman al minuto 64′ e vista l’uscita dal campo di Retegui gioca come riferimento centrale, con le sue caratteristiche diverse dagli altri attaccanti in rosa. Il risultato, sono sponde, giocate intelligenti e un gioco spalle alla porta che ha consentito ai nerazzurri di salire, ma anche a lui di girarsi e puntare la porta.
Senza tralasciare il gol, da attaccante d’area sul corner battuto da Cuadrado. Secondo gol in stagione per il classe 1999 dopo quello allo Stoccarda in Champions. La strada è sicuramente ancora lunga, ma i segnali sono molto confortanti. Dopo De Ketelaere è iniziata l’operazione rilancio di Zaniolo: qualità e potenza al servizio dell’Atalanta.
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