Mercato+fermo+da+un+mese%3A+il+cambio+di+passo+del+Bologna+%C3%A8+gi%C3%A0+finito
ilpallonegonfiatonet
/news/488667254278/mercato-fermo-da-un-mese-il-cambio-di-passo-del-bologna-e-gia-finito/amp/

Mercato fermo da un mese: il cambio di passo del Bologna è già finito

Nell’ultimo mese il Bologna ha soltanto venduto Pulgar. Verrà chiesto ancora un miracolo a Mihajlovic dopo la sterzata dell’anno scorso? Siccome tutti in questi giorni parlano di politica, voglio trarre uno spunto dall’inusuale sfogo del Premier Conte verso il suo vice per dire che non sono cose che capitano soltanto in Parlamento. Se vogliamo, Donadoni, Gastaldello e Maietta, tutti piuttosto critici verso il management rossoblu, hanno scelto di farlo, esattamente come l’Avvocato del Popolo, a “botteghini chiusi”. E certo molti li hanno criticati, come se fosse facile “dare dell’asino” al proprio datore di lavoro, in caso degli atleti, o del socio di maggioranza, come per i politici in oggetto, mentre la macchina va e magari fatica a stare in strada.Scrivo questo perché ho la sensazione che né a Montreal né a Casteldebole sia sufficientemente chiaro come il periodo gennaio-maggio sia stata una eccezione e non la regola. Tutti, in primis il sottoscritto, hanno elogiato il cambio di passo (oh, intendiamoci, inevitabile, visto il disastro iniziale). A gennaio notevole, a giugno interessante, da luglio in avanti inesistente. Per la verità qualcosa di buono si è fatto sul piano delle cessioni, meglio che mai. Ma la grottesca vicenda Pulgar, ceduto, di fatto, mentre si diceva che non c’erano offerte e a prezzo di realizzo (“si sono accordati Commisso e Saputo” ha svelato, con raro senso della schiettezza, Daniele Pradè), e non rimpiazzato, ha fatto riemergere vecchi balletti, lenti cheek to cheek, nella convinzione – così appare – che San Sinisa ri-rattoppi ancora una volta tutto. Ma San Sinisa combatte la sua battaglia, nella quale il Bologna, con grande senso del rispetto umano, lo ha accompagnato come si fa con un amico. E peraltro è tutto da scoprire il nuovo assetto, assistenti tele guidati e grande autonomia dei giocatori. Un centrocampista, meglio due, ci sarebbe voluto 15/20 giorni fa. Oggi dal cilindro, anzi dal frullatore dei nomi, compare lo sgraziato ma efficace Gary Medel, antica militanza nerazzurra e apparizioni da mestierante succedute alla sua permanenza nello Stivale. Boh, il nome c’entra poco con Pulgar. Duro al limite del rischio di rosso permanente (il Bologna non è l’Inter, ha meno protezioni), un po’ frollato dalla lunga carriera, inadatto alla fase offensiva (in cui Pulgar non è affatto male), Medel appare una versione dimezzata e low cost del suo connazionale che ora veste viola. Unico punto a favore, l’attitudine a fare anche il centrale di retroguardia, non fosse che contro gli avversari di stazza (Lukaku, Immobile, Dzeko, Cr7, Inglese, ecc.) deve arrampicarsi sulle loro spalle. Infiammerà i tifosi alla prima “entrataccia” ma a a me non convince. Speriamo, se lo prendono, che non sia l’ultima operazione né la più significativa.Sinceramente, l’arrivo di Walter Sabatini autorizzava e autorizza tuttora a pensare ad altri obiettivi. Che lo stop in corso da un mese sia una scelta della proprietà o un calcolato rischio dei dirigenti lo scopriremo solo più avanti. Di sicuro le premesse erano diverse. Intanto, a Verona si va con chi c’é e dovrebbe pur bastare a piegare i veneti che, così come sono, appaiono più destinati all’ascensore tra A e B che non a un campionato di livello. La stessa Spal non è una corazzata. Tempo per acclimatare qualche new entry esiste. L’entusiasmo esiste perché, come già scritto, la vicenda del mister ha cementato l’ambiente. Non ci sono numeri di abbonati trascendentali, quelli li fai con il nome di richiamo ma hai poi il rischio di trovarti una parte di pubblico tiepido rispetto alle tue esigenze. 328.000, questo il numero dei tifosi rossoblu sparsi in Italia, decimo posto, nella graduatoria del tifo fatta da Gazzetta. La nona, il Toro, ne ha più di 100.000 sopra noi. Ora, detto che questi dati vanno considerati per quel che sono, sembra la classifica della Serie A 2018-19. Per andare verso le posizioni europee, la strada è ancora lunga. E non si è accorciata.

Alberto Bortolotti

Share
Published by
Alberto Bortolotti

Recent Posts

Pogacar cade, si rialza e vince la Milano-Sanremo: una Classicissima che resta

Pogacar vince la Milano-Sanremo dopo una caduta: rimonta, attacco decisivo e volata perfetta davanti a…

1 giorno ago

Perché non dovresti riscaldare il tè nel microonde (e come farlo nel modo giusto)

Perché non dovresti riscaldare il tè nel microonde: cosa succede a sapore e aroma e…

1 settimana ago

Sneijder vede il futuro dell’Inter: “Pio Esposito è una benedizione. E il figlio di Stankovic? Mi fa sentire vecchio”

Wesley Sneijder alla Gazzetta parla del futuro dell’Inter: Pio Esposito, il figlio di Stankovic e…

2 settimane ago

Fantacalcio, caos sul pareggio di Verona-Napoli: gol di Akpa-Akpro o autogol? E Lukaku torna decisivo dopo 281 giorni

Gol dubbio in Verona-Napoli: la Lega assegna la rete ad Akpa-Akpro. E Lukaku torna al…

3 settimane ago

Giroud, l’effetto del ritorno in Francia è finito: quale sarà il suo futuro?

Giroud tra entusiasmo finito e futuro incerto al Lille: rendimento in calo, gerarchie cambiate e…

4 settimane ago

Tumore al colon-retto under 50 raddoppiato in Italia: i cibi ultra-processati aumentano il rischio del 45%

Tumore al colon-retto in aumento tra gli under 50: uno studio pubblicato su JAMA Oncology…

1 mese ago