Il giornalista Mario Sconcerti, nel suo editoriale per il Corriere della Sera, ha analizzato le prime sei giornate di Serie A: “Le prime tre sono le uniche a non aver mai perso. Questo dice che il campionato si sta decidendo negli scontri diretti, le altre partite sono di contorno, imperdibili. Se succede, è la fine. Questo ha tecnicamente eliminato dalla prima parte della corsa non solo la Juve, ma anche Atalanta e Roma. Il campionato ridotto a quelle squadre è molto bello. Inter-Atalanta è stata una partita antica, di un erotismo tecnico senza censure, ma anche di puro narcisismo. La risposta del derby romano ha approfondito l’argomento.
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Lazio-Roma è stata una grande partita, come e più di Inter-Atalanta. Se lo spettacolo diventa un’abitudine forse vuol dire qualcosa. In entrambe le partite c’è stato equilibrio e intensità, un gioco lontano dalle nostre abitudini. Si può non vincere, ma si gioca per vincere. Gli scontri diretti vanno vinti perché sono gli unici che fanno differenza. Contro le altre quindici squadre si vince di default, anche soffrendo come il Milan a La Spezia o la Juve con la Samp. È nella partita tra preferiti che si fanno le differenze. È un calcio diverso, ha ritrovato il pubblico, ha il morso, la pandemia gli ha collaborato a trasferta. Le partite sono spettacolari, non così dove arrivare. Ma così che è soltanto l’inizio. Nessun dormitorio”.
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