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Un anno fa ci lasciava Gianluca Vialli, il ricordo di Sampdoria e Juventus

A un anno di distanza, il dolore resta immutato nella mente e nel cuore di chi non dimentica. Gianluca Vialli ci ha insegnato tanto negli ultimi anni della sua vita e della sua battaglia contro la malattia che poi ha finito per avere la meglio su di lui, il 5 gennaio dello scorso anno. 365 giorni dopo, il mondo del calcio si ferma per ricordare le gesta dentro e fuori dal campo di uno degli attaccanti più prolifici del nostro calcio, fondamentale anche per la vittoria dell’Italia di Mancini a Euro2020. 

Il ricordo della Sampdoria

Tramite un post sull’account ufficiale Facebook, il club blucerchiato ha voluto omaggiare il proprio storico ex attaccante – noto a quei tempi per aver formato la grande accoppiata dei gemelli del gol con Roberto Mancini – con una foto che lo ritrae con indosso la maglia della squadra, un’icona di stile riconosciuta in tutto il mondo, come del resto è stato lo stesso Vialli con la sua classe ed eleganza sia in campo che fuori. 

Roberto Mancini
https://www.facebook.com/photo/?fbid=914782243342709&set=a.803652964455638

Il ricordo della Juventus

Oltre alla Cremonese, club con cui esordì nel grande calcio, e alla Sampdoria, anche la Juventus ha voluto omaggiare –sul suo profilo twitter– il suo grande campione, ultimo capitano bianconero ad alzare la Champions League, a Roma, nel 1996, contro l’Ajax. Per lui 145 presenze e 53 gol con la maglia del club bianconero: 

https://twitter.com/juventusfc/status/1743198159726051682

Un uomo dai grandi valori e grandi insegnamenti

Gianluca Vialli è uno dei pochi calciatori della storia riusciti a farsi apprezzare ovunque, sia in patria che fuori: dopo i successi in Italia, il nativo di Cremona seppe farsi apprezzare anche oltremanica, nelle innovative vesti di allenatore-giocatore dopo essere stato convinto da un altro immenso campione come Ruud Gullit. Oggi il calcio si ferma a ricordare un grande del passato. 

Leggi anche: Bruno rivela: “Vialli? Lo menavo ma lui mi disarmava. Di Canio? Un gran cacacazzi, piagnucolava”

Mattia Musso

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