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Le pagelle di Bologna-Lazio: Immobile, serata no ed errore dal dischetto. Patric in confusione totale

Reina 5,5: al 19’ sventa la minaccia proveniente dal sinistro fulmineo di Orsolini, ma sulla ribattuta a rete di Mbaye non può nulla. Al 26’ nega il 2-0 a Barrow. I due gol subiti, tuttavia, fanno la differenza…in negativo.

Acerbi 5,5: non è lui la vera lacuna della difesa di Inzaghi, ma viene inevitabilmente travolto dalla prova negativa della restante parte della retroguardia davanti ai sussulti offensivi rivali. Al 65’ perde la marcatura su Barrow propiziando indirettamente il raddoppio rossoblù.

Hoedt 5,5: non è di certo la serata migliore per vincere il ballottaggio con Musacchio. Le incomprensioni con Patric sono più evidenti della brutta prestazione messa a referto dalla Lazio al Dall’Ara.

Patric 4: fa tutto ciò che un difensore non deve fare, lasciando più volte sguarnita la fascia sinistra e andando spesso in difficoltà davanti al pressing rossoblù. All’interno della propria area di rigore è un pesce fuor d’acqua. Dal 66’ Pereira 5,5: ci vuole pochissimo per far meglio del compagno, specie se sei un giocatore più offensivo. Ci vorrebbe un miracolo, ciononostante, per ribaltare le sorti del match e il brasiliano non è sovrumano.

Marusic 5,5: in occasione del secondo gol del Bologna lascia Sansone libero di calciare la sfera sul cross di Barrow. All’88’ riaprirebbe anche l’incontro sugli sviluppi di un calcio d’angolo se solo Skorupski non si superasse nel respingere la deviazione del montenegrino sulla linea di porta.

Alberto 5: la sensazione di pericolosità della Lazio è frivola, colpa, probabilmente, anche del mago spagnolo, che quando riveste i panni di un comune mortale è prevedibile e poco efficace nell’attacco biancoceleste. Dal 76’ Caicedo 5,5: la fisicità c’è, ma non può bastare per stravolgere un risultato pienamente meritato dal Bologna. Skorupski, quest’oggi, è invalicabile anche per l’ecuadoriano.

Lucas Leiva 5,5: lento, macchinoso e impreciso nel marcare gli avversari. I passaggi orizzontali hanno un’ottima percentuale di riuscita, le verticalizzazioni, invece, sono un abbaglio, dettaglio non di poco conto al cospetto della freschezza dei centrocampisti rivali. Dal 66’ Cataldi 5: Inzaghi cerca di dare una svolta spedendo l’italiano in campo, ma non cambia praticamente nulla nel reparto nevralgico biancoceleste.

Milinkovic-Savic 6: partita in calando per lui. Al 10’ sfiora il gol su punizione grazie a una pennellata di destro che si perde d’un soffio a lato. Quando si riversa nel cuore dell’area di rigore del Bologna, la Lazio si rende pericolosa. Peccato, però, che i suoi inserimenti siano pochi e discontinui.

Lazzari 6: il primo squillo su azione della Lazio porta, al 28’, la sua firma; la conclusione, tuttavia, manca nell’angolazione giusta per far male al Bologna. La sua partita, seppur non una delle migliori, termina al 45’ quando è costretto a uscire per infortunio. Dal 46’ Lulic 5: De Silvestri appare un muro invalicabile, specie se si perde il tempo di gioco tergiversando troppo con la palla tra i piedi.

Immobile 4,5: al 17’ sbaglia clamorosamente il rigore dell’1-0 in favore della Lazio, lasciandosi ipnotizzare da Skorupski dagli undici metri. Non è il solito rapace dell’area di rigore che tutti conosciamo. Dal 66’ Muriqi 5: di lui si ricorda una sola conclusione avvenuta in un’azione laziale irregolare per fuorigioco. Tutto il resto è noia.

Correa 5,5: al 16’ si procura il rigore che potrebbe sbloccare l’incontro. E’ l’unica nota positiva della sua partita. Al 30’ fa infrangere una ripartenza pericolosa dei suoi sulla retroguardia felsinea portando egoisticamente la sfera troppo a lungo nonostante i due scarichi a disposizione. Va bene l’amore per il pallone, ma la possessività no. E se quest’ultima porta anche ad un eccesso di nervosismo…

Inzaghi 5: settimana da dimenticare per l’allenatore piacentino e per la sua Lazio, apparsa involuta e non poco nel gioco, nella grinta e nella condizione fisica. Dopo la sonora sconfitta casalinga rimediata in Champions contro il Bayern serviva una scossa. Al Dall’Ara sono arrivati altri due schiaffi e i passi falsi iniziano inevitabilmente ad essere troppi. Cambiare prima assetto e pedine in mezzo al campo, a volte, non sarebbe male.

Tiziano De Santis

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