Parole forti, fortissime, che non lasciano spazio ad altre interpretazioni. Un attacco vero e proprio all’indirizzo della Juventus, colpevole di aver scatenato un putiferio che avvolgerà ancora una volta il calcio italiano in una nube di incertezza. Queste le dichiarazioni del noto giornalista di fede partenopea Umberto Chiariello all’indirizzo della Vecchia Signora:
“Qua parliamo di responsabilità diretta, non oggettiva. Questi signori rischiano dieci anni di galera: stipendi fintamente rinviati, fatture false, fondi extrabilancio. Reati gravi. Questa volta la prescrizione non ci sarà, non finirà a tarallucci e vino. Dobbiamo chiedere inflessibilità, che si faccia chiarezza sulla vicenda: dal 2006 quante cose hanno coinvolto la Juventus? I capi ultrà mafiosi hanno interagito con la società, l’operazione Pogba con Raiola, l’inchiesta last banner, esame farsa Suarez e ora le plusvalenze. C’è un filo rosso che lega Calciopoli a questa inchiesta. L’origine dei mali porta il nome di Umberto Agnelli: l’arroganza del potere di dire noi siamo la Juventus, vincere è l’unica cosa che conta, magari barando proprio con falsi bilanci e doping amministrativo. Finchè c’era l’avvocato la Juventus era bonipertiana, affidata ad un uomo di assoluto rigore morale. Poi è cambiato tutto. Non chiedo la loro abolizione. Tutt’altro. Bisogna aspettare certamente le sentenze ma ora chiedo ad Abodi e Gravina: da che parte state? Io lo so”.
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