Intervistato ai microfoni di TuttoMercatoWeb, Arrigo Sacchi – in occasione della premiazione del XXVII Premio Internazionale Fair Play Menarini – si è allargato in un lungo discorso dedicato al momento storico del calcio italiano: “Siamo un popolo con poco fair play noi italiani, quindi sono onorato del premio. Servirebbe una cultura diversa e non siamo sulla strada giusta. In Italia gli insegnanti sono pochi e guadagnano poco, in Francia e Germania prendo tre-quattro volte di più. Evidentemente non ci interessa essere acculturati“.
“Purtroppo il calcio italiano non ha mai avuto uno stile e per i ct delle Nazionali è un problema irrisolvibile, visto il poco tempo che hanno. Noi non siamo un popolo unito”.
“Deve avere più tempo: in Italia sta succedendo qualcosa di strano e positivo, vale a dire che lo Scudetto lo ha vinto chi non ha speso di più negli ultimi due anni. Abbiamo allenatori che sono diventati strateghi e non solo tattici. Oggi ci sono 5-6 allenatori che cercano di vincere con merito, come Italiano qui a Firenze. Il calcio deve essere emozione, bellezza e merito. Il nostro paese non lo conosce il merito, vince la furbizia. Le conoscenze valgono più della conoscenza: non è così. Io guardavo soprattutto la persona: il piede lo puoi migliorare, ma l’etica del lavoro è fondamentale. Dobbiamo crescere”.
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