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Mihajlovic e le risse: “Ex Juventus mi chiamò zingaro di m**da, feci il c****ne e sputai a…”

Sinisa Mihajlovic è sempre stato un uomo di grande temperamento sia da calciatore che da allenatore. Durante la sua lunga carriera in campo, il serbo si è distinto pure per alcune risse clamorose come quella con l’ex Juventus, Patrick Vieira. Ecco l’aneddoto sulla rissa rivelato da Mihajlovic a Tuttosport, relativo a una rissa avuta con l’ex centrocampista francese: 

“In una partita lui mi ha detto zingaro di merda e allora io non gli ho detto negro di merda. Io penso che tutto quello che succede in campo deve rimanere in campo e poi deve passare. Poi lui quando è tornato in Inghilterra ha detto che io gli ho detto negro di merda. Io potevo dire tranquillamente che non era vero. Io non sono fatto così e ho confermato: sì, gli ho detto nero di merda. Ma la mia offesa non era nero ma era merda. Perché nero di merda è razzismo e zingaro di merda non è razzismo? Che cambia? Non cambia nulla. Io ho tanti miei amici che sono neri. Io comunque con tutti sono in buoni rapporti e quando ho avuto qualche problema ho sempre detto le cose in faccia e sempre affrontato i problemi da uomo, e non da codardo”

Mihajlovic parlò pure del suo celebre sputo all’ex Chelsea, Mutu e se si fosse riappacificato con il rumeno dopo quell’episodio (Chelsea-Lazio di Champions League, ndr): 

“No. Per esempio Mutu al quale ho sputato, cosa che non avrei dovuto fare. Io sono andato a Firenze, lui era giocatore ed era preoccupato. Ma io gli ho detto guarda non ti angosciare, è stata colpa mia. Tu sei stato bravo a provocarmi, io sono stato coglione e ti ho sputato. Ho sbagliato io, io chiedo a te scusa, non tu a me. I giocatori stessi sapevano come ero in campo e venivano a provocarmi, così come tante volte io andavo a provocare loro. Una volta mi ricordo di Bierhoff che è stato astuto. Ero nella Lazio, abbiamo giocato con Milan e c’era il bombardamento su Belgrado in corso. Quando giocavo avevo bisogno sempre di avere qualche nemico per poter rendere al massimo. Allora mi preparavo, “gli dico di tutto, lo provoco, così lui si incazza e io mi incazzo”. Così rendevo al massimo. Ma Bierhoff, furbacchione, viene prima della partita e mi dice “Guarda, ti voglio dire una cosa: mi dispiace tantissimo per quello che succede nel tuo paese perché non ve lo meritate. Io sono con voi”. Io lo guardo e gli dico grazie. Lui va via e io mi dico: ora come cazzo faccio, non posso menarlo dopo che mi ha detto questo del mio paese. Insomma sono rimasto là senza menare, deluso”

Francesco Rossi

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Francesco Rossi

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