Sabato sera nel match vinto dall'Inter sul Benevento per 4-0, il tecnico Antonio Conte ha messo titolare il tanto discusso centrocampista Christian Eriksen, facendolo giocare per tutti e novanta i minuti dopo la rete decisiva nel finale del derby di Coppa Italia contro il Milan. Ovviamente la prestazione del danese è stato motivo di dibattito tra i tifosi nerazzurri, ma anche degli opinionisti come ad esempio è successo durante il programma "Sky Calcio Club" condotto da Fabio Caressa dove l'ex interista Giuseppe Bergomi ci è andato piuttosto cauto nei commenti: "Eriksen Ha giocato benino, va visto con avversari diversi, che vanno ad aggredire il centrocampo; non si sente ancora sicuro in quel ruolo, magari gioca di prima per non farsi aggredire. Una volta non avrebbe giocato neanche queste partite".
Ovviamente queste parole hanno fatto discutere i tifosi, ma soprattutto il giornalista Paolo Ziliani, sostenitore di Eriksen che ha criticato molto l'ex difensore con una serie di tweet molto ironici dal titolo: "Le grandi verità di Bergomi". Ecco di seguito le sue parole a riguardo che hanno diviso i supporters dell'Inter, con chi difende Bergomi perchè è un "Inteditore di calcio" e invece chi l'attacca "Codesto scarpone osa parlare di Eriksen".
1. "Eriksen dà la palla di prima perché non si sente sicuro. 2. Maradona segnò il gol all’Inghilterra correndo ai mille all’ora e saltando otto avversari come birilli perché aveva paura che qualcuno gli desse un calcione".
1. "Eriksen dà la palla di prima perché non si sente sicuro. 2. Picasso disegnò Guernica perché voleva fare Il Cenacolo ma era ubriaco".
1. "Eriksen dà la palla di prima perché non si sente sicuro. 2. Ungaretti scrisse la poesia “Mattina” (“M’illumino d’immenso”) perché aveva un vocabolario limitato".
1. "Eriksen dà la palla di prima perché non si sente sicuro. 2. Newton scoprì la gravità perché fu la prima cosa che gli venne in mente per giustificarsi per la camicia sporca di mela con la mamma".
1. "Eriksen dà la palla di prima perché non si sente sicuro. 2. Michelangelo lasciò tracce di sè alla Cappella Sistina perchè non sopportava PapaSisto e decise di vandalizzare soffitto e pareti della Cappella con graffiti e murales".
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