Mario Sconcerti sul suo editoriale “Un cappuccino con Sconcerti”, analizza la società di Agnelli ovvero la Juventus che ieri sera ha perso con il Benfica 1-2. Ecco le sue parole:
“Si crede sempre nella Juve, è una definizione. Vederla scuotersi e ripartire in pochi giorni è sempre stata un’ abitudine. Stavolta c’è però qualcosa di profondo che va oltre il lato tecnico. Una normalità diffusa che colpisce alle spalle e in più l’incapacità di risolverla. E’ doloroso vederla giocare, come una pietra che torna sempre giù dalla salita. La Juve non è riuscita a giocare buon calcio contro nessuno in questo inizio di stagione. Non è possibile. Si può giocare male, ma la Juve fa qualcosa di diverso, scompare, si avvolge su se stessa. Non è una cosa che tocca solo il calcio, è per chiunque il venir meno di un riferimento lungo un secolo. La Juve deve esserci, anche per gli avversari. La forza del nemico è la forza stessa di chi insegue. Una Juve così lascia sgomenti entrambe i mondi. Non c’è differenza, non c’è mai uno spiraglio, un’idea di costruzione. Non può bastare in un momento così dannarsi sull’allenatore. C’è qualcosa di più profondo, come un’inaridirsi di competenze, di leadership interna alla società. C’è qualcuno che possa spiegare? C’è un presidente che possa dare una direzione? Perchè non sta mancando solo la squadra, sta mancando la Juventus”.
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