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Il piano Bohr: il patto pre Superlega tra Agnelli e la UEFA

E stata ribattezzata Zombie League da Alexander Ceferin che é tornato ad inveire recentemente sulla futura competizione per squadre, che é stata annunciata in pompa magna scatenando il dissenso di mezzo mondo pallonaro in Europa. Stiamo parlando della Superlega, progetto osteggiato anche dalla FIGC oltre alla UEFA. Prima della sua nuova proclamazione però, c’era stato un patto tra Andrea Agnelli, uno dei sostenitori della prima ora e il massimo organismo calcistico europeo per la creazione di una nuova competizione: il cosiddetto piano Bohr che vedeva anche la partecipazione di Nasser Al Khelaifi, presidente del PSG.

La nascita del piano Bohr

Il piano Bohr così denominato in onore di Niels Bohr, il fisico danese del XX secolo che ha lavorato al progetto della bomba atomica, avrebbe dovuto avere lo stesso effetto nel mondo del calcio sconquassandolo dall’interno e mettendo in ginocchio i campionati nazionali. Come rivelato da una inchiesta del quotidiano francese L’Equipe, c’é stato un incontro sei mesi prima dell’ideazione della Superlega, nell’autunno del 2020 tra Agnelli all’epoca presidente della Juventus e Al Khelaifi che prevedeva anche il coinvolgimento della UEFA.

Ceferin presidente UEFA

Piano Bohr: squadre e montepremi

Al Khelaifi si sarebbe dovuto occupare della parte finanziaria e Agnelli della gestione, con la UEFA a certificare che fosse una competizione ufficiale sotto la sua egida. Il format prevedeva una competizione a 24 squadre così composta: le 14 più ricche d’Europa, a cui si sarebbero aggiunte Milan e Lione su invito e poi le altre sarebbero state inserite grazie alla partecipazione nelle competizioni europee. Si sarebbero dovute disputare 16 partite di andata e 16 di ritorno, per un totale di 32.

Ad elargire il sostanzioso montepremi ci avrebbe pensato il presidente dei parigini e consisteva in 12,2 miliardi di euro fra diritti commerciali e partnership, che avrebbero permesso la distribuzione di 8,2 miliardi a stagione per ogni club partecipante. A fare abortire il progetto é stato proprio lui tirandosi indietro. 

LEGGI ANCHE: Serie A, undici italiane in Europa: la riforma proposta dalla UEFA        

Carmine Buonanno

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