Dalle pagine di TuttoJuve, ecco l’analisi di Claudio Zuliani sul momento della Juventus di Massimiliano Allegri.
“Quello che divide il reale dal virtuale in casa Juve è lo Stadium ancora pieno. Ebbene sì, domenica all’ora di pranzo il giovane Yldiz ritrova il Frosinone e Allegri prova ad abbattere il muro dei mille punti conquistati in serie A dopo che la società ha inaugurato un totem al J-Museum con i record delle panchine bianconere. Max ha stampato il numero 406 ad oggi, il domani si vedrà”
Claudio Zuliani sul futuro della Juventus e di Allegri:
“Ma quale sarà il futuro della Juventus? Ancora non è dato da sapere se con un progetto continuativo o con un cambio estivo repentino di rotta. Di sicuro il tecnico livornese non ha chiesto alcun rinnovo e ci certo la società non glielo ha proposto. Indipendentemente da come si risolverà la vicenda, nel frattempo, i tifosi della Juve riempiono lo stadio anche la prossima partita, non certo di cartello. Perché la differenza tra la rabbia social e la passione concerta porta a non abbandonare la squadra del cuore. La domanda che il tifoso oggi si deve porre è questa: cosa sarà della Juve del futuro? Non saranno certo mercati abbondanti con tanti soldi a disposizione, visto l’obiettivo del pareggio di bilancio a cui la Juve tende ad arrivare entro il 2026”.
“Da Giuntoli e dal suo staff ci aspettiamo manovre intelligenti e rapide per accaparrarsi giovani potenziali talenti e la valorizzazione di quelli creati internamente. Parametri zero scelti bene e con criterio di età e stipendio. Idee fantasiose per anticipare le avversarie. Non è più tempo di clausole pagate per portare via giocatori alla concorrenza o budget illimitati per giocatori del mercato italiano. In tutto questo la strada tracciata è soltanto una e porta verso i soldi da introitare tramite le partecipazioni future alle coppe europee. Tradotto: entrare sempre nelle prime quattro, poi se si vince meglio. Diciamoci la verità, è arrivato il momento di cambiare il motto torico. Da “vincere è l’unica cosa che conta” a “qualificarsi è l’unica cosa che conta”.
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