Sono ormai passati cinque giorni di detenzione per Massimo Ferrero che si trova rinchiuso nel carcere di San Vittore nella città di Milano con l’accusa di reati societari e bancarotta. L’edizione odierna della Gazzetta dello Sport ne riporta alcuni pensieri. “A settant’anni, trovarmi qui mi fa crollare il mondo addosso e non riesco a farmi una ragione di tutto questo. Sto scrivendo un libro, cambio titolo e finale”, ha riferito Ferrero con voce triste e sommessa.
“Perché mi trovo qui? Sono preoccupato, perché ho seicento dipendenti sotto di me che adesso rischiano di non avere più un lavoro. E poi ho un altro grande pensiero: vorrei sentire i miei figli e vorrei fare una telefonata anche a Quagliarella. Devo fare i complimenti a chi dirige questa struttura. Sono dei signori, mi hanno trattato bene, fanno ottimamente il loro lavoro, sono soltanto sottopagati”, ha concluso Ferrero.
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