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Bari, parla il ds Polito: “Squadra più forte dello scorso anno perchè…”

A distanza di quasi due settimane dalla chiusura del calciomercato estivo conclusosi il 1° settembre, il direttore sportivo del Bari Ciro Polito è intervenuto in conferenza stampa. Il ds biancorosso ha fatto il punto sulle operazioni in entrata e in uscita effettuate nel corso dell’estate.

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Le parole di Polito

Ecco alcune dichiarazioni di Polito riportate dal sito baritoday:

“Tutti veniamo da una stagione forte con un finale dolente che rimarrà per sempre indelebile nella mia anima. Mi ero preso una settimana per riflettere. Ho avuto anche diverse opportunità, ma era più il pensiero di ripartire e di come farlo. In più ci sono sono state anche alcune problematiche familiari e mi sono un po’ chiuso in me stesso. Poi sono ripartito più forte di prima. Cheddira e Caprile Non è che non volevano stare a Bari ma avevano l’opportunità di salire. Non vivo di rimorsi, conta ciò che abbiamo oggi. A me non mi piace rincorrere i giocatori. Ho ricevuto attenzioni per loro, hanno dato tanto, sono arrivati da sconosciuti. Non volevamo trattenerli controvoglia. Lo dicevo dalla fine della scorsa stagione, era giusto che chi aveva dato tanto andasse. Giocatori come Cheddira non ce ne sono tanti, ho provato a bloccare Diaw. Potevano rimanere ma doveva esserci la giusta volontà. Cheddira anche per la nazionale è andato in A. Ha avuto una chiamata importantissima dal Parma e ha detto di no, perché se fosse rimasto in B lo avrebbe fatto solo al Bari. La squadra mi soddisfa tanto, abbiamo mantenuto un’ossatura. Ci siamo rinforzati, in mezzo al campo Koutsoupias, Acampora, abbiamo confermato Maiello e Maita, abbiamo aggiunto Frabotta in difesa. Cheddira e Caprile avevano l’opportunità di andare in A. A luglio avevo già chiuso Diaw, che è l’alter ego di Cheddira, è andato quasi sempre in doppia cifra in B. Il portiere (Brenno ndr) ha vinto l’oro alle Olimpiadi di Tokyo, ogni giorno per un mese il Grêmio ha cambiato carte in tavola. La squadra l’avevo concepita da subito. Ho preso Ménez, un giocatore straordinario, la sfortuna però ad agosto ce l’ha tolto. In 10 giorni sostituire un giocatore come lui non era semplice”.

Andrea Milano

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