La Juventus del tecnico Andrea Pirlo ieri pomeriggio ha perso clamorosamente allo Stadium per 1-0 in casa contro il Benevento, ko che praticamente, a meno di un clamoroso miracolo, fa svanire l'obiettivo del decimo scudetto consecutivo, che fa il paio con la brutta uscita dagli ottavi di Champions League, ad opera del Porto.
Lo scrittore, giornalista ed opinionista di fede bianconera Giampiero Mughini non sembra troppo sopreso di questa stagione molto deludente (ci sarà comunque da giocare la finale di Coppa Italia contro l'Atalanta), nè del rigore netto non fischiato a Federico Chiesa durante il secondo tempo del match contro i sanniti. Di seguito riportiamo le sue parole rilasciate a Dagospia, dove alla fine spiega quello che il club secondo lui dovrebbe fare il prossimo anno, andando controcorrerente rispetto al pensiero della maggior parte degli addetti ai lavori e dei tifosi.
"Era già inciso nella storia di quest’ultimo campionato e a me veniva da ridere a leggere che la Juve si stava apprestando a cercare di vincere tutte le partite pur di acciuffare un’Inter che nei risultati di gioco stava davanti di chilometri. Che cosa avrebbe cambiato alla storia di questo campionato un 1-1? Nulla di nulla di nulla. Finito un ciclo, molti di noi ne erano sicuri da tempo. Usciti dalla Champions, ci battiamo per un terzo posto in campionato e non sarà all’acqua di rose e a parte la finale di Coppa Italia. Tutta colpa e responsabilità del giovane allenatore Andrea Pirlo? Ma non diciamo sciocchezze. Stesse a me, l’unica cosa certa da cui ripartirei l’anno prossimo è la conferma di Pirlo. Le ha tentate tutte, ci sono giocatori che ha messo dappertutto, a destra o a sinistra, più avanti o più dietro. Niente da fare, la squadra non c'è, ha fatto non ricordo più quanti punti in meno della squadra di Sarri sui cui noi tutti avevano mugugnato a più non posso. Finisce un ciclo, finisce un impero, tutto sarà nuovo e difficilissimo. Grazie Juve per esserci stata, e così a lungo, e così imperiosamente. Grazie Andrea Agnelli, grazie Paratici, grazie Nedved, grazie all’Antonio Conte che già in campo era stato il nostro “capitano”, grazie Massimiliano Allegri. Non è stato bello, è stato bellissimo".
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