Nel pomeriggio odierno l’Inter di Simone Inzaghi si è laureata campione d’inverno vincendo in extremis contro un coriaceo Hellas Verona. Il film della partita ha visto i nerazzurri passare subito in vantaggio grazie al sedicesimo centro stagionale del capocannoniere Lautaro Martinez, salvo poi faticare nel mettere il punto esclamativo al match (pesano le chance divorate da Marko Arnautovic, ndr) e subire il pareggio di Thomas Henry, entrato da meno di un minuto e lesto ad insaccare il primo pallone toccato. Nel finale, poi, è successo di tutto: prima la rete al 93esimo di Davide Frattesi, con le relative proteste degli scaligeri che hanno portato all’espulsione di Lazovic e alla rabbia del direttore sportivo Sogliano, infine al 100esimo il rigore concesso dal Var per un contatto in area di Darmian su Magnani e conseguentemente fallito da Henry.
Nel momento in cui il francese spiazza Sommer ma colpisce il palo, fallendo la rete del pari, San Siro esplode di un’incontenibile gioia. Oltre ai tifosi, però, ad esultare sono anche gli uomini di Inzaghi che realizzano di aver scampato un grande pericolo e di poter continuare la propria cavalcata verso la seconda stella. Tra questi ci sono Federico Dimarco e Francesco Acerbi. I due nerazzurri non si contengono e in preda all’eccitamento serrano i pugni e gridano in faccia ad uno sconsolato Thomas Henry che già pregustava la doppietta personale.
Puntuali, però, al termine del match sono arrivate le parole di Federico Dimarco, che attraverso i social ha tenuto a chiarire il suo gesto.
“Ho esultato? Sì ho esultato e anche tanto. Senza insultare nessuno, senza gesti maleducati, ho gioito tanto per la vittoria, per lo “spavento” e per il pericolo scampato.
È sport ed è bello anche per questo. Purtroppo è anche severo e crudele nei confronti di chi sta dall’altra parte. E mi spiace se tutta questa gioia mi sia esplosa istintivamente davanti a Thomas Henry che aveva appena sbagliato il rigore e io abbia esultato davanti a lui. Di pancia, sono sincero. Qualcuno dirà che non è una cosa bellissima e probabilmente ha ragione, ma non volevo offendere nessuno tanto è vero che al fischio finale, ancora prima di festeggiare coi miei compagni, sono andato ad abbracciarlo. E la stessa cosa ho fatto negli spogliatoi dopo la partita con i miei ex compagni. Perchè questo è lo sport. Si vince, si perde, si esulta, si piange e alla fine ci si abbraccia. Ai moralisti dico: criticatemi pure ma guardate tutto quello che accade in campo non solo quello che vi fa comodo, grazie.Ciao grandi“.
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