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Non è ancora tempo di derby Virtus Olimpia: deve decidere la Lega

A leggere certe semplificazioni dei social sarebbe già cominciato il derby tra Virtus e Olimpia, così definite per rispettare la classifica, particolare di cui tenere conto. Non è una partita in campo, al contrario si svolge in tribuna. E riguarda la  capienza dei palasport per il campionato ormai incombente: per Baraldi il 35% concesso al momento per gli impianti indoor, non basta per cominciare, per Messina quello che conta è la sicurezza.

Agosto non è settembre

Siamo in estate, in un periodo storico in cui le stagioni sembrano davvero non essere più quelle di una volta. Anche i numeri, che dovrebbero essere una fotografia, diventano quadri da interpretare. La prima giornata del campionato di calcio, ad agosto ripetiamo, ha detto che in stadi aperti per la metà della capienza le biglietterie sono rimaste col 18% di biglietti invenduti ( e nessuna squadra di calcio ha lanciato una campagna abbonamenti ). Fatte le dovute proporzioni, detto ad esempio che a Bologna ( anche per una partitaccia precedente in coppa Italia ), si è solo sfiorato il 50% della capienza possibile ( numeri: 8375 paganti per 17137 posti a disposizione ), per il basket, che oltre tutto vorrebbe lanciare le campagne abbonamenti, e in qualche caso lo ha già fatto, sarebbe un bagno di sangue.

Baraldi-Messzina: la sintesi è Gandini

Baraldi, con la Virtus che fino a novembre non avrà la Segafredo Arena,e dunque dovrà ripiegare sul Paladozza, chiuso al basket nella passata stagione e adesso momentaneamente casa di tre squadre ( perchè c'è pure la Virtus women ), dice: con il 35% di capienza non dovremmo nemmeno cominciare. Posizione che un po'stride col mercato della Segafredo, Mannion e non solo, e svela la necessità più che di posti di spazi per ospitare le attività dei partner. Messina ribatte, per meglio dire dice che per la sua opinione conta la sicurezza di tutti. E sono repliche da social quelle di chi gli dicono che con il budget Aermani sono tutti capaci di fare i samaritani. L'anno scorso lo stesso Ettore, che mena vanto per la Final Four ritrovata, disse che si doveva sospendere l'Euroleague, quando il Covid faceva paura persino più di ora. Il problema, a guardare bene la situazione, non sono nè Baraldi, nè Messina. Il problema è che la Lega, dunque Gandini, deve trovare e rappresentare una sintesi, e quella deve essere la linea di tutti. Ricerca ovviamente difficile perchè la squadra campione d'Italia ha una golden share da mettere sul piatto e lo fa.

Lega forte, campionato forte

Il punto è il solito: una Lega forte produce un campionato, ovvero un movimento forte. Può persino trovare il modo di farsi ascoltare dal Cts. Secondo me, ripeto, il basket dovrebbe anche produrre dei dati su se stesso e non semplicemente chiedere attenzione: siamo in grado di sapere quanti green pass ci sono tra gli appassionati ? Abbiamo un filo diretto con la community larga del basket per chiedere un appoggio reale agli interventi della Lega ( coinvolgimento che ad esempio la Lega Volley ha chiesto a tutti, partendo da giocatori e tecnici ), da incrociare magari con le mappe dei palasport e con la presentazione di un piano affidato per ogni partita/squadra un Covid manager ( in effetti è un gran mistero questo: è una necessità evidente, non provvedere con un ruolo al bisogno generale di prodtocolli significa dare l'idea che tutto si svolga come prima,e francamente non è possibile per persone anche più malleabili del Cts ). Fino ad allora, la Lega deve trovare al suo interno una unità di intenti e questa comunicare, lasciando al campo, più avanti, ogni tipo di derby. Per spiegarmi: non mi schiero nè con Baraldi nè con Messina, sto dalla parte del basket, e per questo mi preoccupo piuttosto di quello che gli altri pensano di noi. Quello che pensiamo di noi dovremmo saperlo: dopo Belgrado, dopo Tokyo, dopo la stagione scorsa, abbiamo bisogno di ri-partire. 

Luca Corsolini

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