La redazione di Gente ha intervistato Paola Ferrari padrona di casa di Notti europee, su Raiuno che, dopo la partita dell’Italia contro la Svizzera decretò «Questo era un film horror con Spalletti come regista».
La giornalista commenta il lavoro di Luciano Spalletti che con gli azzurri non è riuscito ad andare oltre gli ottavi di finale.
Ecco le prime parole della Ferrari:
“I nostri tifosi ci sono rimasti molto male perché hanno visto una squadra senza cuore. Le sconfitte le perdoni, possono anche farti crescere, come nella vita. Ma se non ci metti tutta l’anima, allora non ci sto.
Spalletti ha detto di non avere avuto molto tempo per la preparazione, e può essere. Ma era suo compito selezionare bene e soprattutto saper motivare.
Non l’ha fatto, nonostante alcuni suoi buoni trascorsi. La nostra è una maglia che va onorata e per la quale bisogna spendersi. Dice di voler restare puntando sui giovani. Invece di fronte a prestazioni del genere bisognerebbe avere il coraggio di mettersi da parte”.
Paola Ferrari indica Carlo Ancelotti come ct dell’Italia:
«In assoluto Carlo Ancelotti, il tecnico del Real Madrid. Ma mi piace pensare che fra un paio d’anni, magari guadagnando un po’ meno, abbia il sogno di chiudere la carriera venendo ad allenare la maglia della squadra del suo Paese».
Se Spalletti è Dario Argento, Ancelotti sarebbe…
«Sergio Leone. Un monumentale Sergio Leone. Ma mi piace anche Claudio Ranieri, uno dei grandi lottatori. Dal polso che ho sui social vedo che è molto invocato Massimiliano Allegri».
Quando abbiamo smesso di essere eroi, con la Nazionale?
«Ma lo siamo stati anche di recente, tre anni fa, vincendo gli Europei. D’accordo, il calcio in Italia è malato, non crescono i vivai, non ci sono i giovani. Un problema per chi seleziona.
Ma se ritrovassimo talenti, cuore ed entusiasmo – coltivando bene i vivai come fanno, per esempio, l’Atalanta e il Barcellona – potremmo tornare a essere quell’Italia esaltante che nell’82 sconfisse l’Argentina e il Brasile».
«Che i calciatori vengano spremuti è vero, ma mi sa di scusa. Di fronte a eventi come questi deve venirti quasi istintivo tirare fuori tutte le tue energie. Del resto nella Svizzera giocavano 3-4 calciatori del Bologna che non mi pare si siano risparmiati. Quindi…».
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