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Buffon: “Rischiai di abbandonare i Mondiali 2006 per colpa del ping pong. Lippi cominciò ad insultarmi”

Buffon rischiò di essere cacciato dai Mondiali 2006. Nella sua autobiografia il portiere della Juventus ha rivelato un incredibile retroscena avvenuto prima dei quarti di finale contro l'Ucraina: "Durante il ritiro, la sera organizzavamo delle combattutissime sfide a ping-pong. Personalmente non facevo altro, tanto che nel corso delle settimane il mio livello di gioco era schizzato all’insù. Finito l’allenamento toglievo i guanti e prendevo la racchetta in mano. Il ping-pong, nel corso del Mondiale, era una questione di vita e di morte. Non ci stavo a perdere, mai, era un’ipotesi che non prendevo neppure in considerazione. Una sera, prima dei quarti di finale contro l’Ucraina, è successo l’irreparabile: sono stato stracciato da Barone… Si è sfiorato il dramma. Mi sono incazzato talmente tanto da non riuscire più a controllare le reazioni. Vicino al tavolo c’era una vetrata, l’ho colpita con un calcio talmente violento da mandarla in frantumi. Il vetro distrutto, il mio piede in mezzo. Alcuni pezzi si sono conficcati nella scarpa, tanto che per lunghi secondi non ho avuto il coraggio di abbassare lo sguardo". 

 

Buffon continua così nel racconto: "Ero assalito dal timore di essermi rotto qualche osso o di avere dei tagli talmente profondi da non poter più scendere in campo. Che qualcosa potesse essere andato storto l’ho capito dal silenzio che mi ha circondato, e dal fatto che tutti fissavano il mio piede. Istintivamente l’ho mosso: funzionava ancora, un po’ dolorante, ma funzionava. L’importante era quello. Perché teoricamente il mio Mondiale si sarebbe potuto fermare lì. Sulla Statale fra Duisburg e Düsseldorf, su un’anonima strada tedesca. Per fortuna non mi sono fatto niente. Lippi però era furente, ha cominciato ad insultarmi, mi avrebbe ammazzato. Il primo a parlare, dopo aver capito che avrei continuato a difendere la porta dell’Italia, è stato proprio Cannavaro: Gigi, non vuoi tornare a casa, vero?”. 

Giuseppe Biscotti

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