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Lippi: “Non ho mai chiesto di giocare bene, ma di vincere. Spalletti il meglio per l’Italia”

Nel giorno del lancio del docufilm “Adesso vinco io”, Marcello Lippi si apre a Sky Sport in un’intervista esclusiva, svelando retroscena e riflessioni sulla sua carriera da allenatore e il segreto del successo. Il titolo del film sembra essere una dichiarazione di intenti, un mantra che ha guidato la sua lunga carriera nel mondo del calcio.

La filosofia di Lippi

“Il film si può anche paragonare a una vittoria, vuol dire aver fatto qualcosa di importante nella vita professionale e io ritengo di averlo fatto. Io ‘adesso vinco io’ non l’avevo mai detto prima,” scherza Lippi, sottolineando il significato profondo dietro le sue parole. “Ma ogni volta che ci si avvicinava a una competizione dicevo sempre ai miei giocatori che avremmo vinto noi, quello sì. Non ho mai chiesto di giocare bene ma di vincere.”

Lippi rivela la sua filosofia, focalizzata sulla creazione di squadre vincenti, non solo sulla performance estetica: “Io volevo trasmettere alle persone che lavoravano con me la fiducia di poter essere vincenti. Non solo partecipare e fare bella figura, ma vincere.” Questa mentalità ha portato molti dei suoi giocatori ad abbracciare la carriera da allenatori, con l’ultimo in ordine di tempo, Daniele De Rossi, che sta ottenendo successi con la Roma.

Rispondendo alla domanda se si nasce vincenti, Lippi afferma di aver avuto squadre forti e di aver contribuito a farle esprimere al massimo delle loro possibilità. La chiave, secondo lui, è coltivare la fiducia e la mentalità vincente tra gli atleti.

Meglio un buon calcio o fare risultato?

Luciano Spalletti

Sul dibattito tra giocare bene e ottenere risultati, Lippi dichiara: “In assoluto è sempre meglio fare risultati rispetto a giocar bene. Però è semplice pensare che senza giocare bene è difficile fare risultati. Perciò giocare un buon calcio, utilitaristico e non fine a se stesso, è la via migliore per ottenerli.”

Il focus si è poi spostato sul successore di Lippi sulla panchina della Nazionale, Luciano Spalletti. L’ex commissario tecnico esprime grande fiducia nel suo amico, definendolo il massimo che si possa avere come idea. Descrive Spalletti come una persona di grande capacità e cultura calcistica, trasmettendo sensazioni positive e sottolineando la nascita di una squadra con le sue qualità.

Spalletti erede sulla panchina della Nazionale? Come idea è il massimo che possa esserci. Oltre che un amico è una persona di grande capacità e cultura calcistica, simpatica, che ti trasmette sensazioni positive. Mi sembra stia nascendo una squadra che ha le sue qualità”.

LEGGI ANCHE: Italia, Spalletti: “Voglio vincere l’Europeo e poi voglio vincere il Mondiale”

 

Ludovica Carlucci

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