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Il Messico a Verstappen, il Mondiale a Hamilton

Verstappen vince in Messico e Hamilton vince il suo quinto titolo mondiale in Formula 1 eguagliando FangioIl giorno dei verdetti: gran premio del Messico a Max Verstappen, titolo mondiale a Lewis Hamilton. La stagione 2018 ha dunque eletto il suo campione, degnissimo. L’inglese della Mercedes è ufficialmente entrato nell’Olimpo della Formula 1, quello su cui erano saliti sin qui solo Michael Schumacher, che di titoli ne ha 7, e Juan Manuel Fangio, che Hamilton ha appena raggiunto a quota 5. Non ci è riuscito con una vittoria perché l’olandese della Red Bull ha bissato il successo di Zeltweg con una gara autorevole, in testa dall’inizio alla fine a parte una breve parentesi legata ai pit stop. Il futuro di questo sport potrebbe davvero essere nelle sue mani. Ma il presente è tutto di Lewis, cui oggi bastava chiudere tra i primi 7 per laurearsi campione: il quarto posto finale dietro alle Ferrari, per quanto anonimo e difficile per tanti problemi di degrado alle gomme, è stato più che sufficiente. A punti sono andati anche Bottas e Hulkenberg, Leclerc e Vandoorne, Ericsson e Gasly. Ora le voci Ferrari: Maurizio Arrivabene: “Complimenti ad Hamilton e alla Mercedes, ma il campionato non è ancora finito e c’è in ballo il Mondiale Costruttori, è un dovere per noi conquistarlo e ci proveremo fino alla fine. A Seb dobbiamo stare vicini, non abbandonarlo, e così si fa con tutti i membri della squadra nei momenti difficili. Siamo dei combattenti e non ci arrendiamo mai, lasciamoci le cose brutte alle spalle e concentriamoci per il finale di stagione”. Raikkonen: “Non è stata certamente la gara più emozionante, ho cercato di superare le Mercedes all’inizio perché immaginavamo che fossero su una sola sosta, ma non ho trovato varchi e le gomme si sono rovinate parecchio. Quando le ho sostituite sapevo che avrei dovuto fare uno stint lungo, alla fine l’anteriore sinistra era molto deteriorata, però tutto sommato funzionavano ancora bene”. Vettel: “Sono molto deluso, non ci si può preparare mai per affrontare una cosa simile. Oggi non è la mia giornata, bensì quella di Lewis, che è stato più forte di me e di tutti noi quest’anno, si è meritato il titolo. A me non piace perdere e non sono qui per perdere, sono svuotato e non so cosa dire. E’ certamente stato un anno difficile, diverso dallo scorso”.

Alberto Bortolotti

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