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La Fortitudo chiude la serie ad Agrigento: ai quarti ci sarà Verona

La squadra di coach Pozzecco sbanca – seppur a fatica – il PalaMoncada e chiude la serie in tre gare. Adesso, ai quarti, ci sarà Verona. Si comincia lunedì 14 Maggio al PalaDozza

– di Calogero Destro –

Ad Agrigento la Fortitudo fa, disfa e poi rifà, vincendo una partita giocata sull’altalena dei parziali, da una parte e dall’altra, chiudendo infine la gara 71-74, e con essa la serie. Trascinata dai 20 punti di Mancinelli (7/14 da 2, 1/2 da 3), la squadra di coach GianMarco Pozzecco – espulso per proteste nel terzo periodo – torna a Bologna con i quarti di finale già in cassaforte, vincendo una partita insidiosa e potendo così godere di qualche giorno in più di riposto in vista del prossimo turno. Ad attendere l’Aquila bolognese, adesso, ci sarà la Tezenis Verona, che si è sbarazzata, anch’essa in sole tre gare, di Legnano. Le prime due gare, avendo la Effe il vantaggio del fattore campo nei confronti dei veneti, si giocheranno al PalaDozza, tra il 14 e il 16 Maggio. Queste, nel post partita, le dichiarazioni di coach Pozzecco: “Vorrei intanto ringraziare tutti i presenti, molto carini con me e con i ragazzi, ma avendo vissuto in Sicilia non avevo dubbi sulle qualità umane di questa gente. E ci tengo a  salutare coach Ciani, perché non ho potuto fargli i complimenti dato che ero già negli spogliatoi, essendo stato espulso. Penso che la serie si sia conclusa con un risultato bugiardo, vistoquesto 3-0. Ai punti, fossimo nella boxe, una l’avreste vinta. Io sono contento: tre partite ravvicinate non erano facili da giocare, ma sono anche incazzato perchè se giochiamo come nel primo quarto siamo una squadra, altrimenti diventiamo una cosa del tutto diversa. Complimenti al mio staff che mi ha sostituito egregiamente. Noi sul 16-3 abbiamo avuto forse il pensiero che la partita fosse già, non dico chiusa, ma che ci fosse stata una gran mazzata per Agrigento, e invece non è stato così. Adesso? L’importante è averla chiusa, giocare gara 4 mi avrebbe spaventato a morte. Mancinelli? Non invecchia mai, ho giocato con lui quando aveva 20 anni e l’ho ritrovato, 15 anni dopo, sempre uguale. A volte può essere dominante”.

Calogero Destro

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