– di Calogero Destro –
Il miglior piazzamento dell’Unione Sovietica è stato il quarto posto al Mondiale 1966. Di tempo e di fatti, sotto i ponti, ne sono passati. L’Urss si è disgregata, è vero, ma adesso c’è la Russia del mago Cherchesov, che dopo aver eliminato la Spagna, punta in alto, forte di una parte di tabellone più che abbordabile e del pubblico di casa, che anche contro la Roja ha sostenuto la squadra infaticabilmente per tutta la gara. Fa male, malissimo, uscire così, alla Nazionale di Hierro. 80% di possesso palla sfiorato nei 120′, ma solo 3 conclusioni degne di nota, due delle quali arrivate a ridosso del 90′ e sulle quali Akinfeev si è fatto trovare pronto. Un dominio territoriale nettissimo, che non è stato però concretizzato a livello di occasioni create. Il tiki-taka un po’ spuntato degli iberici porta dunque ad un altro risultato deludente: dopo l’uscita ai gironi nel Mondiale del 2014 e il k.o. contro l’Italia negli ottavi degli scorsi europei, le “furie rosse” salutano prematuramente anche la Russia. In casa spagnola è già tempo di riflessioni profonde. Sulle sponde del Volga, invece, si sogna lo sgambetto pure alla Croazia. L’ex portiere sovietico Cherchesov, che oggi sarà più fiero che mai dell’allievo Akinfeev (due rigori parati e almeno due interventi decisivi durante la gara), è il nuovo eroe della patria, col suo calcio alla vecchia maniera, ma sempre efficace. Difesa arcigna e giocatori di gamba per accompagnare il contropiede, con palla lunga al gigante Dzyuba (autore dell’1-1 su rigore nei regolamentari) nei momenti di difficoltà e la voglia di stupire riportare il popolo russo agli antichi fasti calcistici dell’Urss. Tabellino: Spagna (4-1-4-1): De Gea; Nacho (24′ st Carvajal), Piqué, Sergio Ramos, Alba; Busquets; David Silva (21′ st Iniesta), Isco, Koke, Asensio (13′ pts Rodrigo); Diego Costa (34′ st Iago Aspas). All.: Hierro Russia (3-5-1-1): Akinfeev; Mário Fernandes, Kutepov, Ignashevich, Kurdiashov; Mário Fernandes, Samedov (15′ st Cheryshev), Zobnin, Kuzyaef (6′ pts Erokhin), Zhirkov (1′ st Granat); Golovin; Dzyuba (19′ st Smolov). All.: Cherchesov Arbitro: Kuipers Marcatori: 11′ aut. Ignashevich (R), 40′ rig. Dzyuba (R) Ammoniti: Piqué (S), Kutepov, Zobnin Croazia ai quarti, saluta la Danimarca- Saluta a testa altissima, la Danimarca di Hareide. L’1-1 dei 120′ non basta infatti a
Marcatori: pt 1′ Zanka, 4′ Mandzukic. Croazia (4-2-3-1): Subasic; Vrsaljko, Lovren, Vida, Strinic (35′ st Pivaric); Brozovic (26′ st Kovacic), Rakitic; Rebic, Modric, Perisic (6′ pts Kramaric); Mandzukic (3′ sts Badelj). Commissario tecnico: Dalic. Danimarca (4-1-4-1): Schmeichel; Dalsgaard, Kjaer, Zanka, Knudsen; Christensen (1′ st Schone); Y. Poulsen, Delaney (8′ pts Krohn-Dehli), Eriksen, Braithwaite(1′ sts Pione Sisto); Cornelius (22′ st Jorgensen ). Commissario tecnico: Hareide Arbitro: Pitana (Arg)
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