A circa sette mesi dalla morte di Sinisa Mihajlovic, il suo collaboratore e braccio di destro per lunghissimi anni, Emilio De Leo, è tornato a parlare dell’ex tecnico del Bologna e della sua lotta contro la leucemia che l’ha portato via all’età di 53 anni. De Leo è intervenuto in un’intervista in esclusiva a Il Mattino dove ha rivelato la scoperta choc della malattia comunicata a lui e alla squadra proprio da Sinisa: “È stato uno choc. Pur volendo come sempre apparire forte e determinato, anche lui era commosso. Un momento emotivamente coinvolgente. Ma il sangue ci si è gelato a Verona quando lo abbiamo rivisto dopo quella videochiamata alla prima di campionato. Nessuno si aspettava che venisse e l’impatto è stato fortissimo: era irriconoscibile”.
L’ultimo contatto, racconta De Leo, risale a quanto Mihajlovic “mi ha comunicato l’esonero dal Bologna”. Poi qualche mese di silenzio: “Sono andato a Roma appena ho saputo che la situazione si era aggravata. Era in coma e dormiva. In ospedale c’era tutta la famiglia. Gli ho dato un bacio e gli ho tenuto la mano. Spero gli si sia arrivata una vibrazione”.
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