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Quando Sconcerti affermò: “Juve pigra. Inter non può vincere; Milan sta facendo il suo. Napoli va oltre la bravura di Spalletti”

Mario Sconcerti commenta l’andamento delle big italiane e la ripresa della Juventus

Intervistato a Calciomercato.com, il giornalista Mario Sconcerti aveva analizzato la situazione di ripresa della Juventus di Massimiliano Allegri e l’andamento di altre big italiane.

Sconcerti aveva iniziato con l’affermare due cose: “Sì certo, la Juve ha ritrovato il piacere di giocare a pallone. E nessuno giocava contro Allegri, non ci sono giocatori che giocano contro l’allenatore,  e quando lo fanno succede in maniera evidente, quasi violenta”. Secondo lui, è cambiato qualcosa rispetto a prima: “Prima la Juve era diventata, e lo era da un paio di anni, una squadra pigra, annoiata da se stessa, non aveva più nessuno spirito. Credo che se ne siano accorti da soli i giocatori. Questo tipo di situazione non giovava a nessuno. Se la società va a toccare argomenti solidi, una reazione ce l’hai: credo sia successo questo”.

Dal punto di vista tecnico, invece: “I giovani, a partire da Fagioli e ora anche con Kean, che mi dicono sia dimagrito di sei chili, hanno restituito voglia e senso alla squadra”.

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Mario Sconcerti elogia il lavoro di Massimiliano Allegri e analizza la situazione Juve-Inter-Milan

Sconcerti aveva fatto un confronto tra la Juve di Allegri e l’Inter di Inzaghi: “Allegri di sicuro ha avuto il compito più complicato nel rimettere apposto la propria squadra, perché la Juve era una squadra logorata, con tanti infortuni. In fondo l’Inter di Inzaghi è rimasta la stessa, ma ci sono due aspetti contraddittori che vanno sottolineati”. Ecco a cosa si riferiva: “Allora, l‘Inter finora ha subito 22 gol e con questa media arriverebbe a fine campionato a 56-57 gol subiti. E queso significa che non può vincere lo scudetto. È un problema serio, ed è un problema di assetto. Questo Inzaghi non l’ha risolto. L’altro dato è che la Juve in 7 partite in trasferta ha fatto 4 gol. È un record negativo in campionato: solo Verona e Sampdoria hanno segnato così poco fuori casa, ma questo problema è più facilmente risolvibile”.

Sul Milan invece e sui suoi limiti: “C’è sempre una parte importante di merito, quando si vincono così le partite, anche se con la Fiorentina, questo è vero, la partita è stata molto particolare. Comunque il Milan ha 33 punti, l’anno scorso ne aveva 35. Il suo lo sta facendo. È il Napoli che sta facendo un campionato a parte, da solo, viaggiando a medie impensabili”.

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Quando Sconcerti affermò: “Il Milan sta facendo il suo, ma il Napoli ha un passo stratosferico, e non dipende solo da Spalletti”

Lo scrittore italiano era molto convinto sul valore del Napoli: “Il Napoli gioca un calcio sincronico e molto verticale, creando corridoi continui dentro il campo: se riguardi il gol del Napoli molti gol sono nati così. Ed è sinceramente molto bello a vedersi, questo Napoli. Il fatto da considerare è che il Napoli è composto da giocatori di grande qualità e adatti alla squadra. Parliamo tutto, giustamente, di Osimhen e di Kvaratskhelia, ma Anguissa e Zielinski sono straordinari, il primo è un muro, mentre l’altro gioca da 10 puro. Elmas poi è una riserva che entra e sembra Insigne. Credo in sostanza che si sottovaluti la qualità diffusa che c’è nel gruppo di Spalletti”. In sostanza: “Credo che questa squadra vada oltre la bravura di Spalletti. Cioè, Spalletti è sempre stato bravo, questo non si discute, per lui parla la sua storia. Non ha mai sbagliato un campionato. Ha sfiorato uno scudetto con la Roma, è arrivato quarto con un’Inter che valeva il sesto posto. Spalletti è Spalletti: un valore. Adesso però si trova con un cumulo di esperienza magnifica, più tanti giocatori che si completano e che stanno facendo del Napoli una grande squadra”.

Sullo scandalo del Procuratore Capo degli Arbitri Rosario D’Onofrio, arrestato per narcotraffico: “Guarda, direi che è innanzitutto una storia triste. Con molte cose che sembrano inverosimili. È stato promosso mentre era agli arresti domiciliari, all’AIA dicono che non ne sapevano nulla, gli credo ma mi chiedo come si stato possibile”.

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Margot Grossi

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