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“Non voglio…”, Sommer sfida l’Italia ma individua un pericolo tra gli azzurri

Alle porte della sfida di stasera alle 18:00 con l’Italia, il c.t. Murat Yakin ha avuto modo di esprimere il suo pensiero in merito alle qualità degli azzurri e alla concentrazione che la Svizzera dovrà dimostrare in occasione dell’ennesimo ottavo di finale conseguito tra Mondiali ed Europei negli ultimi 10 anni.

Ad affiancarlo è stato il suo fido portiere Yann Sommer, che ha espresso tutto il suo entusiasmo rappresentato da una sfida dal fascino inevitabile per gli elvetici. Ha inoltre dichiarato di sentirsi felice di sfidare l’Italia, anche per merito della sua prima stagione a difesa dei pali dell’Inter:

 L’atmosfera nella squadra è davvero eccellente, in mente abbiamo tutti il successo – ha aggiunto – Sono davvero felice di sfidare l’Italia, è una gara importantissima e non vedo l’ora di giocare in questo bellissimo stadio.

Sommer Inter

Le qualità dell’Italia di Spalletti

Secondo quanto detto ieri da Sommer, l’Italia di Luciano Spalletti primeggia soprattutto dal punto di vista della versatilità del suo gioco. Una qualità che secondo il portiere elvetico non deve essere sottovalutata e che costringe la sua Svizzera a preparare al meglio la partita dal punto di vista tattico: 

Abbiamo fatto i compiti a casa, non abbiamo visto solo queste tre partite ma anche quelle precedenti. L’Italia è in grado di variare e giocare con tanti moduli, è il paese della tattica e questa cosa mi piace. Sanno difendere e giocare collettivamente, giocano con marcatura a uomo a tutto campo, è una cosa che ad esempio fa anche l’Atalanta. Siamo pronti, ma dobbiamo mettere l’accento su ciò che dobbiamo fare noi e magari anche sorprenderlo, prenderli un po’ alla sprovvista.

Lo spauracchio dei calci di rigore

Alla luce della fama che lo contraddistingue come specialista dei rigori, Sommer ha anche espresso il suo pensiero all’idea di sfidare Jorginho, quello stesso giocatore che in occasione delle qualificazioni ai Mondiali in Qatar si era ritrovato ad essere ipnotizzato dall’estremo difensore elvetico. 

A detta del portiere svizzero, l’italo-brasiliano era incappato in due errori sicuramente determinanti per le sorti della Svizzera, ma sottolinea come questi errori facciano parte del gioco e che siano ormai parte del passato.

Non voglio incontrarlo dal dischetto domani. Quegli errori furono due situazioni molto importanti per andare in Qatar, ma sono due situazioni passate e domani sarà un’altra storia. Non sono qui a pensare a questi due rigori. Per me è importante che si prepari la partita, non tanto la lotteria dei rigori. Io prima della partita non studio tutti i singoli rigoristi, mi concentro sulla partita e su quelli che potrebbero essere i rigoristi durante i 90 minuti, non quelli della lotteria dei rigori. In quel caso, c’è il preparatore che mi aiuterà in quel momento specifico”.

Gabriele Gilli

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Gabriele Gilli

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