È dai tempi de Il Processo di Biscardi che gli appassionati del pallone reclamano la moviola in campo, all’epoca si chiamava così o si sarebbe chiamata così. Nei salotti televisivi spuntavano lavagnette e conduttori che mimavano fuorigioco, falli di mano e rigori presunti o tali.
Il giorno in cui gli arbitri avrebbero avuto un televisore dove guardare replay in tempo reale sembrava lontanissimo, come l’invasione aliena della terra e la fine del mondo, in un certo senso il VAR è stato la fine del mondo per chi vorrebbe ritornare all’età antica, in cui gli arbitri sbagliavano e potevano sbagliare. L’errore umano è contemplato, sopportato e supportato dalla clemenza dei più ragionevoli, ma l’errore umano con l’aiuto del VAR è passibile di condanna.
In Premier League ci stavano ragionando da qualche mese, adesso le riflessioni sono finite e il 6 Giugno si potrebbe staccare la spina del monitor, per sempre. I club di Premier League saranno chiamati alle urne per votare se togliere il VAR dai campi di calcio più prestigiosi. Secondo la Federazione inglese la tecnologia rovinerebbe l’esperienza dei tifosi allo stadio, e come risaputo i tifosi sono il motore di tutto. Guai rischiare di far inceppare l’ingranaggio. Se la maggioranza delle squadre deciderà di tagliare il cavo della televisione, la Premier League farà un viaggio nel tempo di qualche anno, prima della Moviola in campo e dell’invasione aliena.
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