L’ex calciatore di Bologna, Fiorentina, Torino e Napoli, Eraldo Pecci, ha parlato ai microfoni de “Il Pallone Gonfiato”, affrontando diversi temi di attualità, tra cui la lotta scudetto e l’utilizzo del VAR.
La sua Germania era sempre in finale, è la mia stessa generazione. Tutte le nostre figurine piano piano ci lasciano, ed è normale. Il ricordo è sempre vivo, perché ha allietato la mia gioventù.
Io credo che per un bambino l’istruttore è molto importante nel momento della crescita, ma quando arrivi ad allenare dei giocatori già formati, l’allenatore non deve fare dei danni. Per cui l’allenatore bravo si fa comprare i giocatori bravi. Guardiola diceva che il centravanti era lo spazio, poi ha comprato Haaland mettendolo centravanti. Io credo che in tutti i mestieri ci siano i più e i meno bravi, ma quando alleni i giocatori più importanti bisogna lavorare per fare il meglio per la squadra. Il problema è che una volta gli istruttori facevano questo tutta la vita, mentre ora gli allenatori allenano i bambini facendo tattiche, e da tanto non si vedono più i Baggio, i Del Piero o i Totti.
L’Inter è la squadra più forte, ma strada facendo si sta creando dei problemi, ad esempio con Arnautovic e Sanchez che non segnano mai. La Juventus sta invece risolvendo i propri problemi. Leggendo le due rose, secondo me, l’Inter è nettamente più forte.
Oggi i giocatori che fanno la differenza sono pochissimi. La Fiorentina ha cominciato questo progetto prima del Bologna, e credo che le forze siano abbastanza alla pari. La Fiorentina ha segnato più del Bologna ma ne ha presi anche di più. Il calcio è una questione di equilibrio.
Il Bologna se la può giocare per l’Europa, ma credo che giochi un calcio normale. Quando tocca la palla Zirkzee tutto si illumina, ma non gli si può chiedere di giocare ogni partita a livelli mostruosi. L’augurio è di riuscire a farcela, perché la concorrenza quest’anno è abbastanza alla portata, anche se il campionato è lungo.
Il Var ha fatto più danni che altro. Quando vedi gli stessi episodi giudicati diversamente, credo che si perda credibilità, e soprattutto lo spirito del gioco. Questo credo che sia il danno più grande. Gli errori ci saranno sempre, le energie andrebbero spese per far accettare l’errore alle persone. Il Var nasce con le migliori intenzioni per evitare errori, ma questa macchina non la sa guidare nessuno.
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