Moratti+racconta+il+Triplete%3A+%E2%80%9CLa+finale+di+Champions+la+meno+difficile.+Sull%E2%80%99addio+di+Mourinho..%E2%80%9D
ilpallonegonfiatonet
/news/302507265542/moratti-racconta-il-triplete-la-finale-di-champions-la-meno-difficile-sull-addio-di-mourinho/amp/

Moratti racconta il Triplete: “La finale di Champions la meno difficile. Sull’addio di Mourinho..”

L’ex presidente dell’Inter ha rilasciato un’intervista ai microfoni de La Gazzetta dello Sport. Il ricordo di Massimo Moratti sul Triplete vinto dall’Inter nel 2010 Le parole di Moratti sulla finale di Coppa Italia del 5 maggio contro la Roma: “Niente viene esorcizzato nel calcio, quel 5 maggio resta. Anche se Milito poi lo rese meno amaro. Io però nel dubbio per scaramanzia quel giorno a Roma non andai…. Gettammo le basi per il resto. Vincendo peraltro la sfida più dura delle tre, soffrendo in puro stile Inter. La Roma era la rivale storica di quegli anni e ci teneva a superarci. Servì una prodezza da fuori, un gol non da Milito”. Sullo scudetto vinto all’ultima giornata a Siena: “Altra battaglia, ma diversa. L’avversario era meno forte della Roma ma giocò con una determinazione feroce. Poi Zanetti decise che bisognava riscrivere la storia, ne dribblò un po’ e servì un pallone d’oro a Milito. Fu festa vera anche in spogliatoio. Lo scudetto ci preparò al meglio per la Champions. Ricordo il rientro in auto a Milano: una lunga onda nerazzurra, i tifosi che mi affiancavano anche per farmi gli auguri di compleanno. Bellissimo!”. Sulla finale di Champions League vinta contro il Bayern Monaco: “Fu paradossalmente la meno difficile. Avevamo sofferto abbastanza a Barcellona. Emotivamente, la Champions l’abbiamo vinta al Camp Nou. La partita più drammatica della mia vita. Giocata quasi interamente in 10 per l’espulsione ingiusta di Thiago Motta. Vedere Eto’o sacrificarsi in fascia rincorrendo chiunque fu un segnale forte. Lì capimmo che il destino era dalla nostra parte, che potevamo superare ogni ostacolo. L’immagine più bella? Sembrerà strano, ma è un’immagine vista dopo in tv. Una ragazza coi capelli corti e la maglia nerazzurra che piange a dirotto. L’emblema della felicità regalata a tanta gente. Poi il primo gol di Milito, per l’importanza e la bellezza, quell’esitazione con cui fece perdere il tempo a portiere e difensore. Diego era così, classe purissima: anche i suoi silenzi erano delle lezioni”. Sull’addio di Mourinho: “Ero preparato. Fu comunque doloroso, ma ricordo che quando ci abbracciammo in campo gli dissi che a quel punto poteva fare quello che voleva. Fu lì che lui iniziò a piangere. Se ne avevamo parlato? Mai! Non volevo rompere l’incantesimo. Però ci scambiammo qualche sguardo che valeva più di tante parole. Ci siamo rivisti due sere dopo. Venne a cena a casa mia, con la Coppa a centro tavola. Quante risate!”.

Simone Biancofiore

Share
Published by
Simone Biancofiore

Recent Posts

Totti torna alla Roma? Con una battuta, Gasp approva

Gasperini scherza su Totti, parla di Zaragoza, polemizza sui rigori e fa il punto su…

3 giorni ago

Meteore calcistiche: che fine ha fatto Alessio Cerci?

Dall'exploit con il Torino, ai fallimenti con l'Atletico Madrid fino alla recente Serie C: che…

2 settimane ago

Diletta Leotta choc: “Da adolescente il mio professore di ginnastica mi ha toccato il sedere”

La conduttrice di DAZN in un'intervista rilasciata per il settimanale Grazia ha raccontato uno spiacevole…

2 settimane ago

Analisi tattica e dati: come interpretare le partite di calcio

Il calcio moderno si sta evolvendo sempre di più sulle analisi tattiche e di come…

2 mesi ago

Rifiuta la Premier per la Juve: ma Comolli dice No allo scambio

Un intreccio di mercato che coinvolge in un modo o nell'altro anche la Juve. La…

6 mesi ago

Roma in difficoltà, interviene la Juve: affare da 20 milioni

Il club bianconero viene 'in soccorso', in modo interessato, ai problemi della Roma: il colpo…

6 mesi ago