– di Francesco Ferrari –
TOPDouglas Costa (Juventus): Dybala e Higuain? No, Douglas Costa! Il brasiliano è l’arma in più di Allegri: non storce il naso se parte dalla panchina, entra e spezza la partita come nessuno mai aveva fatto. Imprendibile quando accelera, non da mai punti di riferimento, sapendo anche accentrarsi quando serve. Suoi gli assist per le reti che ribaltano la sfida e il settimo scudetto consecutivo è ad un passo; G.Rossi (Genoa): il ritorno in campo dal 1′ di un campione vero, la cui carriera purtroppo è sempre andata a braccetto con la sfortuna. Ritrova meritatamente il gol contro la sua ex squadra e, nonostante la sua gioia sia stata certamente immensa, trova l’umiltà di non esultare, per rispetto di quei tifosi che lo hanno applaudito per tante magie. Un campione vero, forse tra gli ultimi; Barrow (Atalanta): una Musa per la Dea. Avevamo detto che stava per nascere un talento e il terzo gol in altrettante partite da titolare conferma il pronostico. Speriamo che la gestione del giovane sia affidata a gente capace e non al “Raiola” di turno perché stiamo parlando davvero di un grande talento. FLOPInsigne (Napoli): in questo finale di campionato, dove il suo apporto sarebbe stato fondamentale, decide di scomparire totalmente dai radar. Sembra quasi svogliato, o forse meglio dire sfiduciato. Simbolo di un Napoli che ha davvero dato il massimo e forse è andato anche oltre i suoi limiti ma davvero non ha le capacità di far fronte alla corazzata Juve; arbitri esclusi; De Maio (Bologna): il suo autogol è davvero goffo e consegna la partita nelle mani della Juventus. Da lì in avanti perde sicurezza sbagliando anche numerosi passaggi ai compagni. Probabilmente il risultato sarebbe stato lo stesso ma il suo è un grande aiuto agli avversari; Burdisso (Torino): si addormenta in area di rigore con il pallone tra i piedi, provando a sfuggire a Callejon e non vedendo Mertens che ringrazia e segna uno dei suoi gol più facili da professionista. Forse, a 37 anni suonati, è meglio cambiare palcoscenici.
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