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Milan, massimo risultato col minimo sforzo: Fiorentina battuta di rigore (1-0)

Alla sosta di ottobre il Milan di Pioli era andato in testa alla classifica… da allora solo due punti in più, tanti infortuni, rimonte e figuracce come quelle di Lecce e Napoli. Per questo, dopo la sosta novembrina di tutt’altro tono, i rossoneri devono ripartire con ben altra marcia. Senza Leao, Giroud e l’ultimo azzoppato, Okafor, è il momento di Jovic davanti con il giovanissimo Camarda in panchina. Italiano recupera Beltran e si affida a Bonaventura e Nico Gonzalez con Duncan e Arthur in mezzo al campo. 

L’inizio del match è piuttosto sonnolento: l’unica nota degna è l’ammonizione di Arthur per un intervento su Pulisic dopo undici minuti. Al 18° è Duncan ad avere una grande occasione di colpire con il destro su un traversone dalla destra, ma l’ex Spezia cicca clamorosamente il pallone. Al 22° finalmente si vede il Milan con un gran destro di Pulisic dal limite dell’area che viene deviato sopra la traversa da Terracciano. 

Alla mezz’ora Rejinders vede Calabria scendere sulla destra e lo serve piuttosto bene: peccato che il numero 2 del Milan operi un traversone basso direttamente tra le braccia di Terracciano invece che al centro dell’area. Un paio di minuti dopo è Sottil a provarci con un destro in realtà telefonato che non crea problemi a Maignan. 

Al 39° sinistro a giro di Gonzalez, palla fuori. Sul finire del tempo ancora Milan con un traversone di Calabria deviato in corner da Terracciano, e sul seguente tiro dalla bandierina è Pobega a sfiorare il gol colpendo di testa e trovando un altro prodigio del numero 1 viola. Ma appena scoccato il primo dei due minuti di recupero Pulisic pesca Hernandez libero di dirigersi in porta: Parisi lo atterra in area e Di Bello decreta la massima punizione. Dagli undici metri va lo stesso Theo Hernandez che spiazza Terracciano e porta avanti il Milan. 

La ripresa si apre con un cambio per Italiano: dentro Maxime Lopez al posto di Arthur. Al terzo minuto subito Milan: cross dalla sinistra e testata di Musah, che trova reattivo Terraciano a bloccare. Sul ribaltamento di fronte però la Fiorentina ha una colossale occasione con Beltran che solo davanti a Maignan si fa chiudere la porta, per la verità egregiamente, dall’estremo difensore rossonero. All’8° però il francese sbaglia il rinvio, la palla arriva a Gonzalez che calcia ma non trova la porta di poco. I ritmi sono ancora piuttosto bassi, la Fiorentina alza un po’ di più il suo raggio d’azione ma senza troppa veemenza. Al quarto d’ora primo cambio per Pioli: esce Pulisic ed entra Loftus-Cheek. 

Al 27° proteste di Sottil per un possibile fallo di mano rossonero in area non ravvisato da Di Bello: breve check del Var e si può proseguire. Poco dopo l’occasione più degna di questo nome per il Milan nella ripresa sino a quel momento: filtrante per Jovic che scatta in posizione regolare, girata immediata che però centra in pieno Terracciano. E’ la Fiorentina però a continuare a spingere in questa ripresa: Superata la mezz’ora su un tiro insidioso dei viola, la deviazione di Loftus-Cheek finisce alta dando un brivido a Maignan. 

A otto minuti dal novantesimo arriva il momento di Camarda: il giovanissimo della primavera rossonera prende il posto di Jovic e diventa così il più giovane esordiente della storia della serie A. Al 40° Nico Gonzalez cicca una conclusione nel cuore dell’area, mentre a un minuto dal novantesimo è tambureggiante l’azione dei viola, che meriterebbero certamente il pareggio, conclusa con una occasione per Lopez che calcia di sinistro di poco fuori alla destra di Maignan. 

Sono ben 7 i minuti di recupero concessi: Calabria lascia il posto a Florenzi, la Fiorentina continua ad attaccare e al 5° di recupero ancora Maignan mette una pezza, non si sa come, su una conclusione nell’area piccola di Mandragora con il portiere rossonero che subisce anche fallo. E’ l’ultima chance per i viola, che a dire il vero per quanto prodotto nella ripresa avrebbero meritato ben più fortuna. Il Milan torna a vincere e non accadeva in campionato dal 7 ottobre: massimo risultato con il minimo sforzo. Per addentare la qualificazione agli ottavi di Champions League servirà ben altro passo. 

 

 

 

Stefano Ravaglia

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