Secondo L’Équipe, anche l’NBA potrebbe congelare la stagione. L’andamento del COVID-19 è in crescita. Si lavora per un plausibile taglio degli stipendi La possibilità di una ripresa, indica L’Équipe, non sembra più essere la priorità dei negoziati tra le franchigie. Infatti, Adam Silver, il presidente della NBA, ha annunciato lunedì che la competizione, ferma dall’11 marzo, non è in grado di riaccendere i battenti prima di maggio. L’evoluzione della pandemia negli Stati Uniti sta causando un’ulteriore ritardo alla riapertura delle dispute. Brian Windhorst, giornalista di ESPN, emittente ufficiale del torneo, chiarisce che il basket d’oltreoceano si sta muovendo di più verso l’accordo che porrebbe fine alla stagione. Dal 31 marzo, la lega americana, insieme al sindacato dei giocatori, sta studiando diversi scenari da attuare relativi alle retribuzioni degli atleti. Tuttavia, l’intesa collettiva dei cestisti (CBA) prevede che questi ultimi perdano circa l’1% del loro salario per partita annullata in caso di “forza maggiore”.
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