Nel suo libro “La bellezza non ha prezzo”, Zdenek Zeman, attuale allenatore del Pescara, ha condiviso dettagli sorprendenti sulla sua breve ma intensa esperienza come allenatore del Napoli.
L’avventura di Zdenek Zeman a Napoli si concluse prematuramente dopo poche settimane, con il boemo che fu esonerato e sostituito da Emiliano Mondonico. Nel suo libro, Zeman descrive Napoli come un “trappolone”, evidenziando le sfide che ha affrontato sin dall’inizio. “Sapevo che sarebbe stato difficile, non di trovare tanto caos. Al punto di pensare seriamente alle dimissioni prima che cominciasse il campionato. Il mercato era stato assurdo, pieno di trattative nate e fallite”, afferma Zeman.
Le critiche dell’allenatore si concentrano sulla composizione della squadra partenopea. “In difesa c’erano sei centrali e un solo terzino. Molte cose mi apparivano subito strane, la squadra non si impegnava quanto avrebbe dovuto. Rispetto a tutte le altre mie esperienze passate, non avevo mai riscontrato tanti problemi di apprendimento come nel Napoli. Fare una sovrapposizione per alcuni giocatori sembrava una esperienza impossibile”, svela Zeman nel suo libro.
Il cambio sulla panchina, con l’arrivo di Emiliano Mondonico al posto di Zeman, ha segnato una svolta cruciale per il Napoli. Mondonico è riuscito a evitare la retrocessione della squadra campana in quella stagione complicata.
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