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Azzurri all’estero: saluti, gol e nazionale per Zaza e Balotelli

Alla conclusione dei campionati europei, tra gli italiani militanti all’estero, torna in rete Simone Zaza che riceve la convocazione di Mancini, così come il già annunciato Balotelli

-di Giuseppe Cambria-

Cala il sipario definitivamente su tutti i maggiori campionati europei (la Premier league si era già conclusa la settimana scorsa) e si sono già mosse le prime liste di convocati nelle nazionali per il mondiale di Russia, che l’Italia, come ben sappiamo, non disputerà. Ma la nuova nazionale, guidata da Roberto Mancini, disputerà tre amichevoli tra il 28 maggio e il 4 giugno. Tra i convocati non troviamo i nomi di: Matteo Darmian, presenza irrilevante nella rosa dello United di Mourinho;Manolo Gabbiadini, l’eroe della salvezza del Southampton ma relegato frequentemente in panchina; e Marco Verratti, ancora out per l’infortunio che l’ha tenuto fuori per una gran parte della stagione. A sorpresa invece vediamo la riconferma di Davide Zappacosta, reduce da una stagione mediocre al Chelsea, e, soprattutto, la chiamata di Simone Zaza e Mario Balotelli. Il primo festeggia tornando al gol nel match casalingo del Valencia contro il Deportivo la Coruna, dopo quasi 8 turni di campionato a secco. La rete di Zaza arriva al 28’ con un sinistro al volo, su respinta di testa del difensore avversario, che lentamente si infila all’angolino destro. Gran gol che chiude una stagione buona a metà dell’ex West ham e che lo porta a quota 13 reti stagionali, bottino un po’ scarso per una punta del suo livello. Non supera le 18 reti totali in stagione, invece, Mario Balotelli, che non segna nell’ultimo incontro perso dal suo Nizza  3-2 in casa del Lione. Super Mario può essere soddisfatto comunque per le sue ultime prestazioni e per questa convocazione che sembrava ormai una speranza persa del tutto. Balotelli, paradossalmente, diventa così il modello da seguire per gli italiani che giocano all’estero e che ambiscono a giocare  in questa Italia. Italiani che, in questa stagione, hanno espresso malamente un made in Italy calcistico su cui bisognerebbe tornare a credere. Magari partendo proprio da loro.

Giuseppe Cambria

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