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Mihajlovic sarebbe da fare Sindaco: con Sinisa il Bologna è cambiato

Onore all’uomo Mihajlovic: spot bellissimo che oggi il serbo, Nanni e Sabatini hanno fatto alla città. Sinisa ha messo a nudo tutta la sua umanità Capita anche che qualcuno venga a ringraziarti perché, avendo saputo che sapevi, te lo sei tenuto per te. E tu gli rispondi che è il minimo scrupolo professionale, intanto per la ragione che non puoi avere sottomano i dati certi che si tratti di leucemia, e poi perché un conto è scrivere o dire che arriva un giocatore, un conto è farsi un po’ belli con le disgrazie di una persona. Mihajlovic ci ha ripescato dal fondo di un bidone del rusco a gennaio. E’ nella nostra storia come Felsner, Weisz, Bernardini, Maifredi e Ulivieri, pur avendo avuto risultati molto meno eclatanti. C’è perché è entrato nel “mood” di una città anche se in estate ha flirtato con altre ragazze e noi abbiamo rischiato di restare zitelle. Però, a ben pensarci, oggi lui – e Nanni, e Sabatini, certo – ha fatto uno spot incredibile alla città. Alla sua umanità, al fatto che pigli delle cotte pazzesche e quindi sia anche ingenua la sua parte e alle sue eccellenze. La promozione al Sant’Orsola è tanto meritatissima quanto molto più importante di quando non lo fa Sergio Venturi piuttosto che non Virginio Merola: un serbo, romano di adozione e visibilmente anti-comunista non è qui per leccare le natiche a nessuno. Analisi tempestive, ricovero, efficienza, fama mondiale del reparto di ematologia. Nella sfiga, Sinisa è capitato in uno dei migliori dipartimenti di cura del Pianeta. E se la smettessimo di zigarci sempre addosso, seguendo il suo esempio, e valorizzassimo quello che sappiamo fare per davvero avremmo finalmente cominciato a uscire da quella cappa di pessimismo unito a vuota e tronfia retorica che accompagna la vita politico-sociale di questo paese. Aggravati, certo, nell’ultimo periodo, ma già presenti. Così non c’è molto da dire. “Non devo far pena a nessuno”, è il manifesto del pomeriggio. Lui si cura, delega, ma non smette di allenare. E motivarci, fare il coach di tutto l’anello di circonvallazione, spronarci a uscire dal “piccolismo” delle gestioni tecniche precedenti: se perdevi con l’Inter, era normale. Oggi no, hai chances. Uno così sarebbe da fare Sindaco. Forse riuscirebbe perfino a fare lo stadio, che peraltro pare finalmente essere un’opera possibile. Lui non si accontenterebbe certo di 30.000 posti. Ne vorrebbe il doppio. Convinto di riempirlo, sicuro.

Alberto Bortolotti

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