Sul tetto del mondo del Biathlon. A Canmore, in Canada, Lisa Vittozzi si aggiudica la Coppa del Mondo generale, diventando così la seconda italiana della storia a riuscirci dopo Dorothea Wierer (2018/19 e 19/20). All’azzurra è bastato un ventunesimo posto nella mass start, vinta dalla francese Jeanmonnot, per assicurarsi la sfera di cristallo. Per la carabiniera sappadina è stata una stagione fantascientifica, culminata da questo successo storico.
Non è mai troppo tardi. Il 21 marzo 2019 Lisa Vittozzi chiudeva 68esima la sprint di Oslo, perdendo così la tanto sognata e accarezzata Coppa del Mondo generale. Da lì il buio. Problemi al poligono; ansia da prestazione; la voglia di mollare tutto. L’azzurra ha confessato proprio alla vigilia di questa stagione di aver toccato il punto più basso alle Olimpiadi di Pechino 2022, non riuscendo più a divertirsi e convivendo con gli attacchi di panico. Poi la volontà di rialzarsi. Il coraggio di chiedere aiuto a qualcuno che potesse capirla meglio di quanto lei stessa potesse fare. E infine tanta voglia di ritornare a essere competitiva e tanto, tantissimo talento. L’arrivo al traguardo con il tricolore in mano e gli occhi emozionati, per un ricordo che rimarrà indelebile nella sua mente, ma soprattutto nella storia dello sport italiano e non solo. Questo successo va oltre al Biathlon; è una rivincita personale di un’atleta che ha saputo rialzarsi dopo aver toccato il mondo. Queste sono le storie che lo sport è in grado di offrirci, che ci fanno battere il cuore e ci tengono incollati alla televisione.
Lisa Vittozzi ha saputo gestire la tensione e lo stress degli ultimi giorni, amministrando, seppur con qualche brivido, l’ultima e decisiva gara. Alla fine ha concluso prima a quota 1091 punti, precedendo la francese Jeanmonnot (1068) e la norvegese Tandrevold (1044), in testa per quasi l’intera stagione e poi sopravanzata nelle battute finali. Quella dell’italiana è stata una stagione pazzesca a livello numerico. I numeri parlano da soli. Chapeau, Lisa.
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