Primi 20′ per la Fortitudo da incubo, poi la Effe domina la ripresa. Domani alle 18:45 l’Aquila si giocherà il trofeo con la vincente di Treviso-BergamoRoma non è Biella; se ne accorge subito la crew fortitudina. Serve intensità difensiva per reggere l’urto della partenza sprint della Virtus. Il primo strappo lo firmano i capitolini sul finire dei primi 10′ con i sigilli dall’arco di Santiangeli e Baldasso. Con Delfino fuori dai giochi a causa di 3 falli in 4′, i biancoblù soffrono le rotazioni ostili dei rivali. Tuttavia, lesa sulla fierezza, la Lavoropiù ridimensiona il dislivello con un secco parziale di 4-14 a qualche istante dall’intervallo lungo; il principe indiscusso è Rosselli. Martino si infuria negli spogliatoi e Mancinelli e compagni cambiano volto. Le sinfonie di Venuto da tre, le incursioni di Hasbrouck e i tradizionali semiganci del capitano, issano il sorpasso petroniano sul 58-57. Il break di 12-2 conferma la superiorità felsinea e chiude gli indugi. I giallorossi, in netta difficoltà, smarriscono la retta via; l’incontro termina 89-80.
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