Sono passati più di quindici anni da quando esplose lo scandalo Calciopoli che vide implicate, oltre ad alcune società, anche parecchi dirigenti. Il principale fu senza dubbio Luciano Moggi che in un’intervista rilasciata oggi sulla testata giornalistica “TuttoJuve”, tra i vari argomenti toccati, è tornato all’attacco proprio a riguardo. togliendo qualche sassolino dalla scarpe.
“La verità alla fine è emersa. Tu hai scritto che anche i dirigenti di quella Juve avevano colpe, come tutti. Ma i processi hanno stabilito che non ci fu una sola partita truccata attribuibile alla Juventus. Io non ho mai chiesto di mettere Collina. Non ho mai fatto lobbing con gli arbitri come ha scritto un tribunale di Milano di Facchetti. Nessuno ha potuto chiarire come mai dal tribunale di Napoli sparirono i filmati del chiacchierato sorteggio, che erano prove dell’accusa, tra l’altro”.
Poi ancora: “Quel sorteggio non era taroccato. A Napoli misero dei fermo immagini per sostenere le tesi di Narducci. La Juve fu mandata in serie B con penalizzazione perché questa fu la richiesta dell’avvocato Zaccone che difendeva la Juventus. La mia opinione è che se Gianni e Umberto Agnelli, ma anche l’avvocato Chiusano, fossero stati in vita, la Juventus non sarebbe stata distrutta, come accadde”.
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