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Retrocessioni, promozioni, tagli stipendi in caso di stop. Possibile Serie A a 22 squadre

Gli scenari in Serie A in caso di stop al calcio. La Lega studia il piano B: chi retrocederà e chi verrà promosso. E i mancanti proventi dai diritti tv… Cosa succederà al campionato di Serie A qualora il calcio italiano non dovesse ripartire? Nonostante l’intenzione di Figc, Lega e Governo sia quella di recuperare i match a partire dal mese di giugno Covid-19 permettendo, è bene interrogarsi e far luce sul destino della stagione 2019/2020 in caso di uno stop definitivo della stessa. Secondo la Gazzetta dello Sport, l’eventuale arresto del football in Italia potrebbe portare a questo scenario. Al netto di una mancata assegnazione dello scudetto, a partecipare alle prossime edizioni della Champions e dell’Europa League saranno le prime sei squadre in graduatoria. Ancora da decidere il nome del settimo team, dal momento che il Verona, ottavo al momento della sospensione e a una lunghezza di distanza dal Milan, ha disputato una partita in meno rispetto ai rossoneri. Un’analisi più approfondita riguarda le retrocessioni e le eventuali promozioni in Serie A. Un possibile scenario prevedrebbe la presenza di 22 squadre nel campionato di massimo livello italiano nella stagione 2020/2021: ciò significherebbe che gli ultimi tre club della graduatoria non scenderebbero in B e che dal campionato cadetto verrebbero, invece, promosse in A le prime due classificate (Benevento e Crotone). Se così fosse, i playoff di Serie B non si giocherebbero. La seconda ipotesi garantirebbe un format a 20 squadre sancendo la retrocessione degli ultimi due club di A (Spal e Brescia) e la contemporanea promozione delle prime due di B. Attenzione anche al capitolo delle entrate economiche delle società calcistiche: in caso di stop dei campionati, i club non godrebbero di alcun provento dai diritti televisivi e riformulerebbero, di conseguenza, i parametri del taglio degli stipendi ai giocatori in base alle perdite complessive.

Tiziano De Santis

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